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Windows 11, Microsoft revoca 7 certificati eMudhra compromessi

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Microsoft ha diffuso un aggiornamento straordinario per Windows 11 che elimina dalle liste di fiducia del sistema 7 certificati legati a un incidente serio, quello che ha colpito la Certification Authority eMudhra. Alcune chiavi private della società potevano essere ricostruite partendo dalle relative chiavi pubbliche, e questo apriva la strada a certificati in apparenza legittimi, utili per impersonare siti Web o firmare codice malevolo. Per questo l’intervento tocca i meccanismi di fiducia di Windows, Edge e WebView2 e può avere effetti anche su sistemi perfettamente aggiornati.

Al centro della vicenda ci sono 8 autorità di certificazione intermedie della gerarchia eMudhra, 6 collegate ai certificati TLS e due alla firma del codice secondo la classificazione di Redmond. Il problema riguarda la Public Key Infrastructure, cioè l’infrastruttura che consente a sistemi operativi, browser e applicazioni di riconoscere i certificati digitali attendibili. Tutto si regge su un presupposto semplice: le chiavi private delle CA devono restare segrete. Se diventano ricostruibili la catena di fiducia perde valore.

Come sono state ricostruite le chiavi private di eMudhra

L’origine dell’incidente risale a una procedura di generazione delle chiavi eseguita il 30 aprile 2025, mentre la segnalazione del ricercatore indipendente che ha scoperto la falla è arrivata solo il 17 ottobre 2026. Le chiavi usavano la crittografia a curva ellittica ECC P384, uno schema di norma molto robusto. Il difetto però non stava nell’algoritmo ma nel valore effettivo delle chiavi private.

In condizioni normali una chiave privata P384 è un numero intero scelto a caso in uno spazio enorme, e risalire a essa conoscendo solo quella pubblica richiederebbe di risolvere il problema del logaritmo discreto su curve ellittiche, considerato impraticabile con le tecnologie convenzionali. Le 8 chiavi di eMudhra invece avevano valori privati inferiori a 256. Bastava quindi provare pochissimi candidati, calcolarne le chiavi pubbliche e confrontarle con quelle nei certificati. Un’operazione praticamente immediata.

Le conseguenze potenziali sono pesanti perché una CA intermedia può emettere certificati per terzi. Con la chiave privata in mano un aggressore potrebbe creare certificati TLS per domini che non controlla e, intercettando una connessione su una rete compromessa, far credere al browser di trovarsi davanti al sito autentico della banca. In certe condizioni diventerebbe possibile sottrarre credenziali, sessioni e dati trasmessi.

Le contromisure di Microsoft e gli aggiornamenti per Windows 11

Redmond ha reagito su tre fronti. Il 20 ottobre ha aggiornato la Disallowed Certificate Trust List di Windows inserendo tra i certificati non attendibili quelli delle autorità intermedie coinvolte. In parallelo ha distribuito un aggiornamento dei CRLSet per Edge e WebView2, il meccanismo con cui i browser basati su Chromium ricevono rapidamente l’elenco dei certificati da rifiutare. Non serve scaricare una nuova versione completa di Edge, e anche le app che integrano WebView2 sono protette se ricevono gli aggiornamenti del runtime. La terza misura, annunciata il 26 ottobre, riguarda le root of trust: togliendo i 7 certificati dalle liste attendibili, l’azienda revoca la fiducia predefinita a una parte più ampia della gerarchia. Anche un certificato con chiave integra può quindi avere problemi di validazione se passa dall’infrastruttura eMudhra.

Chi usa Windows 11 con aggiornamenti automatici e connessione regolare non deve fare nulla di particolare. Diverso il discorso per computer isolati, server aziendali con configurazioni restrittive e ambienti con aggiornamenti delle radici disattivati. Per loro Microsoft ha pubblicato tre aggiornamenti cumulativi fuori ciclo. KB5134133 copre Windows 11 24H2, 25H2 e 26H2 con le build 26100.9725, 26200.9725 e 26300.9725. KB5134134 porta Windows 11 26H1 alla build 28000.3237, mentre KB5134130 aggiorna Windows 11 23H2 alla build 22631.7654. Curiosamente l’azienda li classifica come interventi non di sicurezza, pur contenendo un payload aggiornato dei certificati root. I pacchetti si trovano anche nel Microsoft Update Catalog e possono essere distribuiti tramite WSUS.

Gli amministratori possono controllare i certificati con certmgr.msc per l’utente e certlm.msc per il computer locale, tenendo presente che si tratta solo di strumenti di ispezione. Nella documentazione di KB5134133 è segnalato poi un problema noto che può impedire l’attivazione di Smart App Control dove la funzione è disattivata, senza conseguenze per chi la usa già. Esiste una procedura correttiva tramite Registro di sistema o criteri di gruppo e una soluzione definitiva è in arrivo.

Secondo eMudhra nessuna delle autorità intermedie compromesse aveva emesso certificati finali pubblicamente attendibili. Sette delle 8 CA non erano mai entrate in produzione e l’unica operativa non aveva rilasciato certificati. La società dichiara inoltre di non aver rilevato compromissioni dell’infrastruttura né sottrazioni di dati dei clienti.

Fonte: TecnoAndroid

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