WhatsApp Plus è finalmente disponibile in Italia, e stavolta la novità riguarda tutti. Dopo i primi segnali comparsi nelle scorse settimane, l’abbonamento si è materializzato dentro l’app aggiornata, nella sezione pensata proprio per gli abbonamenti. La notizia era già stata anticipata verso la fine di maggio, ma ora c’è la conferma concreta. Attenzione però a un punto importante che rischia di generare equivoci: non parliamo di una nuova applicazione da scaricare, né di qualcosa che manda in pensione il classico WhatsApp gratuito. Quello continua a funzionare esattamente come sempre. Si tratta piuttosto di un pacchetto extra, costruito per sbloccare alcune funzioni aggiuntive e puntare soprattutto sul fronte della personalizzazione.
Chi si aspetta uno stravolgimento resterà deluso, perché la logica è quella di un servizio opzionale che si affianca a quello base. Nessun obbligo, nessuna sparizione della versione gratis. Chi vuole qualcosa in più paga, chi non è interessato tira dritto come ha sempre fatto.
Quanto costa WhatsApp Plus e cosa comprende
Il prezzo messo nero su bianco è di 2,49 euro al mese, con un mese di prova senza spese. Nella schermata principale, infatti, compare il pulsante “Inizia il tuo mese senza costi”, un chiaro invito a testare il servizio prima di decidere se tenerlo. Poco sotto, l’app chiarisce un dettaglio che conviene tenere a mente: l’abbonamento si rinnova in automatico “fino a quando non viene annullato”. Insomma, meglio segnarsi la scadenza per evitare addebiti a sorpresa.
Un aspetto curioso riguarda Meta One, lo spazio annunciato sempre a fine maggio e dedicato alla gestione degli abbonamenti delle varie app di Meta. Dalle schermate viste finora quel collegamento non si vede, segno che qualche tassello dell’ecosistema non è ancora del tutto al suo posto.
C’è poi un dettaglio storico che vale la pena ricordare. L’idea di un WhatsApp a pagamento non nasce oggi. Quasi dieci anni fa l’app era già diventata a pagamento, con una quota minima di circa un euro all’anno. Quel modello è rimasto in vigore fino al 2016, quando Meta, che allora rispondeva ancora solo al nome di Facebook, scelse di cancellare il canone annuale. Da quel momento in poi la voce di un WhatsApp Plus o di una versione a pagamento è diventata un classico delle catene di messaggi e delle fake news, roba che è girata più volte negli anni facendo preoccupare mezza Italia senza motivo.
La differenza sostanziale rispetto al passato sta tutta qui: stavolta la versione gratuita non sparisce affatto. Plus viene proposto come opzione a parte, un binario separato che convive con quello di sempre. Chi non vuole spendere continua a usare l’app come ha fatto per anni, senza cambiare nulla nelle proprie abitudini quotidiane.