Volkswagen ha deciso di voltare pagina su uno dei capitoli più discussi della sua trasformazione tecnologica, e la notizia sta scuotendo l’intero settore automobilistico europeo. Il colosso tedesco si prepara infatti a mettere fine alla partnership con Bosch, quella nata per sviluppare insieme i sistemi di guida assistita e guida autonoma. Un’alleanza avviata nel 2022 attraverso la software house Cariad, pensata per costruire una piattaforma comune capace di reggere il confronto con Tesla, Mercedes e i costruttori cinesi, ma che a quanto pare non ha mai davvero decollato.
Il progetto era stato presentato nel gennaio 2022 come uno dei pilastri della svolta digitale della casa di Wolfsburg. L’idea era ambiziosa: sviluppare internamente un software scalabile per i sistemi ADAS e per la guida automatizzata fino al Livello 3 SAE, da montare su tanti modelli del Gruppo e magari, un domani, da vendere anche ad altri marchi. Peccato che i conti non tornino. Volkswagen avrebbe messo sul piatto circa 1,5 miliardi di euro senza ottenere una tecnologia all’altezza dei rivali. Il ritardo più pesante riguarderebbe i sistemi Level 2++, quelli sempre più diffusi tra i produttori cinesi e americani, con funzioni avanzate di guida hands-free anche in città.
La nuova strategia punta su partner esterni
A decidere il cambio di rotta sarebbe stato direttamente Oliver Blume, amministratore delegato del Gruppo, nell’ambito di una revisione più ampia dei costi e delle attività legate allo sviluppo software. Attenzione però: non si tratta di abbandonare la guida assistita, tutt’altro. L’obiettivo è accelerare, appoggiandosi a un nuovo partner tecnologico. Il nome che gira con più insistenza è quello di Mobileye, azienda con cui Volkswagen collabora già per alcuni sistemi di assistenza e per progetti di guida autonoma. Il nuovo accordo potrebbe chiudersi entro il mese di settembre, mentre l’intesa con Bosch verrebbe sciolta rispettando le clausole contrattuali già previste. Bosch e Cariad, dal canto loro, hanno preferito non confermare nulla, limitandosi a ricordare che le partnership tecnologiche vengono riesaminate di continuo per capire se restano in linea con gli obiettivi strategici e con un mercato che cambia in fretta.
Un altro segnale delle difficoltà sul software
La possibile chiusura del rapporto con Bosch racconta bene le fatiche di Volkswagen nel passaggio verso l’auto definita dal software. Negli ultimi anni Cariad ha accumulato ritardi su ritardi nello sviluppo delle piattaforme digitali, costringendo il Gruppo a rivedere più volte la propria tabella di marcia e ad aprire le porte a collaborazioni esterne. Nel frattempo la concorrenza non aspetta nessuno. Tesla continua ad aggiornare il suo sistema FSD, Mercedes ha portato nuove funzioni di guida automatizzata, e diversi costruttori cinesi propongono tecnologie avanzate a prezzi sempre più bassi.
Per Volkswagen diventa quindi vitale ridurre i tempi di sviluppo e recuperare terreno. La fine dell’alleanza con Bosch, se davvero verrà confermata, non sarebbe un passo indietro sulla guida autonoma, ma piuttosto l’avvio di una strategia diversa, fatta di partnership più flessibili e di tecnologie già mature, con l’idea di riportare il Gruppo nelle prime posizioni della corsa al software automobilistico.