I Neanderthal non furono affatto un popolo uniforme, e a raccontarlo oggi sono i loro denti. Un nuovo studio condotto in Francia ha analizzato alcuni reperti fossili che cambiano parecchio l’idea che ci si era fatti su questi nostri lontani cugini. Nove denti, per la precisione, hanno restituito informazioni preziose su quanto fossero davvero variegati i gruppi che popolavano l’Europa migliaia di anni fa.
Per molto tempo li abbiamo immaginati come un blocco unico, quasi tutti uguali tra loro. Le ricerche più recenti, invece, raccontano una storia diversa e molto più sfaccettata.
Cosa rivelano i denti fossili
La diversità dei Neanderthal emerge proprio dall’esame dettagliato di questi reperti. I denti, infatti, sono una miniera di dati per chi studia il passato. Conservano tracce che resistono al tempo molto meglio di altre parti dello scheletro, e proprio per questo permettono di ricostruire caratteristiche che altrimenti andrebbero perse.
L’analisi dei nove denti fossili ritrovati in Francia ha messo in luce differenze che prima sfuggivano. Non si tratta di piccole variazioni casuali, ma di segni che indicano una popolazione molto più articolata di quanto si credesse. In pratica, i gruppi di Neanderthal sparsi per il continente europeo non erano tutti tagliati con lo stesso stampo.
Una popolazione più varia del previsto
Questo cambia il modo in cui guardiamo alla loro storia. La nuova lettura suggerisce che i Neanderthal europei avessero caratteristiche diverse a seconda delle zone in cui vivevano, un po’ come accade per le popolazioni che si adattano a contesti e ambienti differenti.
Lo studio condotto in Francia aggiunge così un tassello importante a un quadro che si fa sempre più complesso. Capire quanto fossero diversi tra loro aiuta a ricostruire meglio i loro spostamenti, i contatti tra gruppi e il modo in cui hanno occupato il territorio nel corso del tempo.