I robot umanoidi stanno conquistando spazi sempre più ampi nel mondo dell’istruzione e l’ultima novità arriva da New York, dove un robot in carne e ossa, anzi, in metallo e circuiti, affiancherà gli insegnanti direttamente tra i banchi. Il progetto si chiama Optio e segna un passaggio piuttosto interessante, perché fino a poco tempo fa l’idea di una macchina umanoide accanto alla cattedra sembrava roba da film. Adesso invece è realtà, e la sensazione è che dovremo abituarci a vederne sempre di più.
L’iniziativa nasce negli Stati Uniti con un progetto pilota pensato per rendere le lezioni più coinvolgenti. L’obiettivo dichiarato è duplice. Da una parte stimolare la partecipazione degli studenti, dall’altra metterli a contatto fin da subito con le tecnologie che potrebbero diventare protagoniste in tanti settori professionali nei prossimi anni. Tutto parte dallo Stato di New York e, almeno all’inizio, coinvolgerà un gruppo ristretto di ragazzi. Niente di massiccio, insomma. Ma l’espansione è già messa nero su bianco e dovrebbe arrivare nei mesi successivi.
Realbotix, M-Series e il funzionamento della piattaforma
Dietro al progetto c’è Realbotix, società statunitense che ha annunciato l’arrivo di Optio nel distretto scolastico Salamanca City Central School District. Insieme alla piattaforma debutta anche il robot umanoide della serie M-Series, pensato come elemento fisico dell’esperienza. Non si tratta soltanto di un software, quindi, ma di un sistema che mette insieme tecnologia educativa e interazione diretta con la macchina.
Il funzionamento è abbastanza semplice da raccontare. Optio è stata progettata per fare due cose. Funziona come assistente AI per i docenti e allo stesso tempo come tutor personale per gli studenti. Mette insieme un software dedicato alla didattica e l’interazione concreta con il robot. In pratica i ragazzi possono dialogare con avatar personalizzati, costruiti sui programmi che il distretto scolastico ha già approvato. Niente improvvisazioni, quindi, ma contenuti allineati a quanto previsto dal piano di studi.
L’idea di fondo è che l’interazione con una figura fisica, e non solo con uno schermo, possa cambiare il modo in cui gli studenti si rapportano alla tecnologia. Un conto è digitare una domanda su un computer, un altro è vedersi rispondere da un robot umanoide in grado di sostenere una conversazione. Per molti ragazzi sarà probabilmente il primo contatto vero con strumenti di questo tipo, e proprio questa esperienza diretta è uno dei punti su cui il progetto punta di più.