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Volkswagen prova a rimettersi in carreggiata in Cina con un nuovo SUV elettrico, la ID. Era 5X, un modello nato apposta per il mercato asiatico e appena emerso dalla documentazione depositata presso il ministero dei trasporti cinese. Arriva in un momento complicato, va detto, perché i conti del gruppo di Wolfsburg nel Paese si sono fatti pesanti: le vendite di Audi e Volkswagen sono crollate del 26%, e questo ha trascinato in negativo anche il saldo globale, sceso del 6,3% a 4,13 milioni di veicoli nel primo semestre del 2026.
Il quadro degli ultimi tre mesi è ancora più duro, con una flessione dell’8,6% a livello complessivo e un tonfo del 36,6% proprio in Cina. Per anni quel mercato era stato una specie di eldorado per il costruttore tedesco, oggi è diventato il fronte più difficile. In Germania cresce la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori, mentre il consiglio d’amministrazione del gruppo appare sempre più in affanno nel trovare una via d’uscita.
Come è fatta la ID. Era 5X
La ID. Era 5X è il primo modello completamente elettrico della gamma ID. Era firmata Saic Volkswagen ed è costruita sulla piattaforma CMP, sigla che sta per China Main Platform. Il cuore tecnologico è l’architettura elettronica CEA, la China Electronic Architecture sviluppata insieme a Xpeng, la stessa che a fine luglio ha dato vita alla ID. Aura T6 di FAW Volkswagen.
Cinque i posti a bordo. Le misure parlano di 4.560 mm di lunghezza, 1.896 di larghezza, 1.630 di altezza e un passo di 2.815 mm. Dimensioni compatte per gli standard cinesi, insomma, da SUV di taglia media. Lo stile segue quello già visto sulle sorelle maggiori, la ID. Era 8X con range extender e la ID. Era 9X: frontale con sottili fasce luminose che collegano i gruppi ottici davanti e dietro, paraurti con griglie attive, fiancate pulite senza troppi fronzoli, protezioni in plastica sui passaruota e maniglie a incasso. Quest’ultima scelta non è casuale, visto che in Cina le maniglie elettriche a scomparsa sono state vietate.
Guardando le prime immagini, difficile gridare al miracolo. Sembra un altro SUV dalla linea ordinata ma poco riconoscibile, che in un mercato affollato come quello cinese rischia di finire nel mucchio insieme a decine di proposte simili.
Motore, batteria e tecnologia di bordo
Sotto il cofano c’è un propulsore elettrico fornito da United Automotive Electronic Systems, con una potenza di 155 kW pari a 211 CV. L’accumulatore è una batteria al litio ferro fosfato prodotta da CATL, ma la capacità non è ancora stata resa nota, così come restano riservate le informazioni sull’autonomia.
Sul fronte degli aiuti alla guida la dotazione è ricca. La vettura è imbottita di ADAS e, a richiesta, può montare un sensore LiDAR posizionato in cima al parabrezza, pensato per la guida assistita avanzata sia in autostrada sia nel traffico urbano. È il tipo di equipaggiamento che ormai i clienti cinesi danno quasi per scontato, e su cui i costruttori locali hanno costruito buona parte del loro vantaggio competitivo.
Il prezzo non è stato comunicato, e questo sarà probabilmente l’aspetto decisivo. Perché la Volkswagen in Cina non compete più soltanto sulla qualità percepita del marchio, ma su un terreno dove l’elettronica di bordo e il rapporto tra contenuti e costo fanno la differenza. La collaborazione con Xpeng va letta esattamente in questa chiave: portare a bordo delle vetture sviluppate localmente un’architettura pensata da chi quel mercato lo conosce dall’interno.
Con la ID. Era 5X la gamma elettrica di Saic Volkswagen si allarga verso il basso, affiancando i modelli più grandi già annunciati. Restano da chiarire capacità della batteria, autonomia dichiarata e listino, tutti dettagli che il costruttore non ha ancora messo sul tavolo.








