Cambiano le regole per chi attiva una linea fissa con Vodafone. Dal 14 giugno 2026 sono in vigore nuovi costi di dismissione della linea fissa che riguardano tutte le nuove attivazioni delle offerte Vodafone Casa, sia in tecnologia FTTC e Fibra FTTH che FWA. Una mossa che, in pratica, allinea il marchio Vodafone a quello che da tempo succede in casa Fastweb.
Per capire il perché bisogna fare un passo indietro. Dal 1° gennaio 2026 Vodafone Italia è stata incorporata in Fastweb S.p.A., e oggi Vodafone in Italia è semplicemente un marchio commerciale dato in licenza a Fastweb fino al 2029. Il tutto rientra nel corporate brand Fastweb + Vodafone, nato a gennaio 2025 dopo l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom. Tradotto in soldoni, le due realtà ormai viaggiano sugli stessi binari anche per quanto riguarda le condizioni contrattuali.
Come cambiano i costi di disattivazione per Vodafone Casa
Fino a poco tempo fa, le cose funzionavano in modo diverso. Con tutte le offerte Vodafone Casa sottoscritte dal 4 settembre 2025, il costo di disattivazione era fisso e prestabilito. Per le linee in FTTC e Fibra FTTH si parlava di 27,95 euro in caso di dismissione della linea oppure 15 euro per il passaggio ad altro operatore. Per le linee FWA, invece, il costo era di 24,95 euro per la cessazione e 18 euro per la migrazione verso un altro gestore. In ogni caso, dopo il ventiquattresimo mese non era previsto alcun addebito.
Adesso il meccanismo cambia volto. Solo per le nuove attivazioni effettuate a partire dal 14 giugno 2026, sia che si tratti di FTTC, Fibra FTTH o FWA, in tutti i casi di recesso nei primi 24 mesi viene addebitato un importo pari al costo mensile non promozionato dell’offerta attiva al momento della disattivazione. Niente più cifre fisse, insomma, ma direttamente una mensilità piena del canone, quella senza sconti, valida sia per il passaggio ad altro operatore che per la cessazione definitiva.
È lo stesso sistema usato da tempo per i clienti di rete fissa del marchio Fastweb. E va detto subito: il cambiamento tocca solo chi sottoscrive un’offerta dal 14 giugno 2026 in poi. Chi ha attivato una linea fino al 13 giugno 2026 mantiene le vecchie condizioni, senza alcuna sorpresa.
Al momento le offerte di rete fissa a marchio Vodafone vendute da Fastweb non prevedono costi di attivazione, il modem è fornito gratuitamente e in caso di recesso non c’è obbligo di restituzione. Non esiste nemmeno un vincolo di permanenza, per cui si può lasciare in qualsiasi momento, pagando soltanto il costo di disattivazione della linea fissa.
Cosa dicono le regole AGCOM
C’è una cornice normativa precisa dietro tutto questo. Per le attivazioni effettuate dal 3 gennaio 2024, il costo di dismissione scatta solo in caso di recesso entro i primi 24 mesi, come stabilito dalla delibera AGCOM 307/23/CONS. Superata quella soglia, l’utente può recedere quando vuole con un preavviso massimo di un mese e senza penali, salvo i costi del servizio durante il periodo di preavviso ed eventuali importi legati all’apparecchiatura terminale.
Più indietro nel tempo, la delibera AGCOM n. 487/18/CONS pubblicata a ottobre 2018 aveva già messo dei paletti, regolamentando le spese di disattivazione per evitare addebiti immotivati. La regola di fondo è che le spese di recesso devono essere proporzionate al valore del contratto e ai costi realmente sostenuti dall’operatore. Nello specifico, deve essere addebitato il costo più basso tra una mensilità di canone e le spese effettive.
Questi costi vanno sommati alle eventuali penali previste dal contratto e cambiano da gestore a gestore. Un’eccezione importante resta valida: non si pagano nulla in caso di passaggio o dismissione dovuti a rimodulazioni o modifiche unilaterali del contratto. Inviando la disdetta e specificando la mancata accettazione delle nuove condizioni, i costi di disattivazione non vengono addebitati.