Vivo X Fold 6 punta tutto sul software, e lo fa con un’ambizione che va oltre il semplice pieghevole di lusso. L’azienda cinese ha cominciato a far filtrare i primi dettagli sul suo prossimo top di gamma a libro, atteso sul mercato cinese entro la fine di questo mese. E il messaggio è chiaro: la differenza, stavolta, la farà tutto ciò che gira sotto lo schermo. Nel weekend Vivo ha alzato il velo proprio su questo aspetto, raccontando di un sistema operativo costruito molto più di prima attorno all’intelligenza artificiale, con la produttività come bussola.
Un sistema operativo pensato per chi lavora
Le novità sono talmente corpose che Vivo ha scelto di battezzare una variante dedicata del suo software: si chiamerà OriginOS 6 Fold. Insieme arriva un aggiornamento sostanzioso di Atomic Workbench, la piattaforma comparsa con la generazione precedente per sfruttare al meglio l’ampio display interno dei dispositivi a libro. La promessa è ambiziosa, quasi spavalda: trasformare il telefono in qualcosa di più vicino a un portatile che a uno smartphone con uno schermo grosso.
Il nuovo Atomic Workbench, nello specifico, dovrebbe permettere di gestire più applicazioni in contemporanea senza impazzire. Vivo parla di una migliore organizzazione degli spazi, layout multitasking ottimizzati e una gestione più scorrevole delle app aperte fianco a fianco. È stata anche anticipata una nuova modalità Workbench, sulla quale però per ora regna il silenzio: nessun dettaglio concreto. La trovata più curiosa, comunque, riguarda la possibilità di creare più ambienti di lavoro personalizzati, che assomigliano un po’ ai desktop virtuali dei sistemi operativi da PC, forse anche con qualche marcia in più.
Ambienti su misura e AI che lavora in locale
L’idea è semplice da spiegare e potenzialmente comoda da usare. Si potranno configurare spazi dedicati ad attività specifiche, dalle riunioni ai viaggi, passando per lo shopping o la gestione degli investimenti, mettendo insieme più applicazioni in un’unica interfaccia. Queste configurazioni si possono poi salvare e richiamare con un solo tocco, tagliando il tempo sprecato a saltellare di continuo da un’app all’altra. Una piccola comodità che, sui pieghevoli, può fare la differenza.
Sul fronte AI, Vivo ha confermato miglioramenti all’assistente proprietario, nuove funzioni di elaborazione locale direttamente sul dispositivo e una serie di ottimizzazioni di sistema. L’azienda dice di aver messo mano alla gestione delle risorse hardware, alla pianificazione dei processi e alle prestazioni in multitasking, con l’obiettivo di far collaborare in modo più efficace le applicazioni e gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale. In altre parole, far girare tutto in modo più fluido anche quando sullo schermo succedono molte cose contemporaneamente.
Resta da capire quanto di tutto questo si tradurrà in un’esperienza davvero diversa rispetto alla concorrenza, perché sulla carta le promesse fanno sempre una bella figura. X Fold 6 arriva in un momento in cui i pieghevoli stanno cercando una loro identità precisa, e la scommessa di Vivo sembra essere quella di puntare meno sull’estetica e più su cosa ci si può fare davvero, ogni giorno. La presentazione cinese è ormai vicina, e con essa la possibilità di mettere alla prova sul campo tutte queste anticipazioni legate a OriginOS 6 Fold e al rinnovato Atomic Workbench.