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Con l’arrivo dei primi due episodi su Disney+, VisionQuest porta dentro il MCU un nome che fino a oggi non era mai comparso sullo schermo, quello di Jim Hammond. Il riferimento compare nel secondo episodio ed è senza dubbio l’easter egg più interessante visto finora nella serie, perché rappresenta un omaggio diretto a uno dei primi personaggi Marvel in assoluto. Un dettaglio che magari a molti spettatori è sfuggito, ma che per gli appassionati ha un peso tutt’altro che marginale.
L’attesa intorno al progetto era alta da tempo. VisionQuest è infatti l’ultimo capitolo della trilogia nata con WandaVision, il percorso narrativo che ha raccontato da vicino il mondo di Visione e Wanda e che adesso arriva alla sua tappa finale. Il debutto è avvenuto con due episodi pubblicati insieme, una scelta che ha permesso al pubblico di entrare subito nel vivo della storia senza dover aspettare una settimana per capire dove la serie volesse andare a parare.
Un omaggio alle origini della Marvel
Il punto centrale è proprio questo. Con l’apparizione del nome di Jim Hammond, la serie non si limita a strizzare l’occhio ai fan con una citazione qualunque. Il richiamo va molto più indietro nel tempo, fino a uno dei personaggi storici che hanno accompagnato la nascita stessa della casa editrice. Si tratta quindi di un riferimento che lega VisionQuest alle radici più profonde dell’universo Marvel, molto prima che il Marvel Cinematic Universe prendesse forma sul grande e sul piccolo schermo.
Inserire un nome del genere nell’episodio 2 significa allargare la mitologia della saga in una direzione nuova. Jim Hammond non era mai stato introdotto prima nel MCU, quindi la sua presenza, anche solo come riferimento, apre una porta che finora era rimasta chiusa. E per chi segue le produzioni Marvel con attenzione questo tipo di scelte non è mai casuale, perché spesso piccoli indizi seminati in una serie diventano poi elementi importanti più avanti.
Cameo, citazioni e volti nuovi nel MCU
Del resto, come succede quasi sempre quando esce un nuovo prodotto Marvel, anche VisionQuest gioca molto sul terreno dei cameo e delle citazioni. I primi episodi sono pieni di rimandi, piccoli dettagli disseminati qua e là e personaggi mai visti prima nell’universo condiviso. È un modo per arricchire il racconto e allo stesso tempo per premiare chi guarda con occhio attento, cercando ogni minimo collegamento con fumetti, film e serie precedenti.
Questa abitudine è ormai diventata un marchio di fabbrica dello studio. Ogni nuova uscita si trasforma in una sorta di caccia al tesoro, con gli spettatori impegnati a mettere in pausa le scene per individuare nomi, oggetti o riferimenti nascosti. In VisionQuest l’easter egg legato a Jim Hammond spicca proprio perché non si tratta di un semplice ammiccamento, ma di un richiamo a una figura che appartiene alla storia più antica del marchio.
La serie, insomma, sfrutta i suoi primi due episodi per costruire le basi del racconto e contemporaneamente espandere i confini del mondo in cui si muove. Visione resta al centro della scena, ma intorno a lui l’universo narrativo si fa più ampio, con nuovi tasselli che si aggiungono a quelli già noti. E tra questi tasselli, quello di Jim Hammond è il più significativo comparso finora nell’ultimo capitolo della trilogia iniziata con WandaVision, ora disponibile su Disney+.
Fonte: TecnoAndroid


