L’ingresso in UNRAE di sei nuovi marchi racconta bene quanto stia cambiando il mercato dell’auto in Italia. Non si tratta solo di numeri o di adesioni formali, ma di un segnale preciso: i costruttori arrivati dall’Asia non sono più le facce nuove che si affacciano timidamente, sono ormai realtà radicate nel tessuto industriale e istituzionale del Paese, con tanto di voce in capitolo. L’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri ha ufficializzato l’adesione di tre aziende che, insieme, portano dentro sei brand.
Nel dettaglio parliamo di Jameel Motors, che rappresenta Geely e Zeekr, di ATFlow con Xpeng, Ineos e KGM, e infine di Campello, distributore di SWM del Gruppo Shineray. Un allargamento che pesa parecchio, perché l’associazione arriva così a coprire circa i due terzi delle immatricolazioni registrate in Italia nel primo semestre del 2026. Insomma, roba grossa.
I marchi orientali diventano parte del sistema italiano
Aderire a UNRAE, va detto, significa molto più di un timbro burocratico. Per tanti costruttori asiatici è la conferma di voler mettere radici serie nel nostro Paese, sedendosi ai tavoli con le istituzioni, con la filiera e con gli altri operatori del comparto. È la fotografia di come sta evolvendo l’automotive a livello globale: marchi come Geely, Zeekr, Xpeng, KGM e SWM non giocano più solo la partita commerciale, vogliono incidere sullo sviluppo del mercato italiano e persino sulle politiche della mobilità.
C’è poi un altro elemento che salta all’occhio. L’ingresso in UNRAE dice chiaramente che l’Italia è considerata un mercato strategico da questi produttori, sempre più intenzionati a rafforzare la propria rete commerciale e istituzionale anche nel resto d’Europa. Non è un dettaglio da poco, se si pensa a quanto competitivo sia diventato il settore.
Per Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ogni nuovo ingresso è prima di tutto un segnale di fiducia verso il mercato italiano e verso il ruolo dell’associazione. Secondo Pietrantonio, però, una rappresentanza più ampia porta con sé anche una responsabilità maggiore: quella di creare le condizioni per uno sviluppo competitivo e sostenibile della mobilità, in una fase segnata dalla transizione energetica e da un quadro normativo europeo ancora tutto da definire. Con questi ingressi l’associazione allarga la propria capacità di rappresentare le diverse anime dell’industria, mettendo sul tavolo competenze tecniche, analisi di mercato e un dialogo più strutturato con le istituzioni.
Le ragioni raccontate dai nuovi associati
Marco Santucci, Managing Director di Jameel Motors, ha parlato dell’ingresso di Geely e Zeekr in UNRAE come di un passaggio fondamentale per far crescere i due marchi in Italia. Ha rimarcato la voglia di partecipare davvero al confronto con gli operatori del settore, condividendo competenze e visione in un mercato che sta cambiando pelle. Santucci ha ricordato il respiro internazionale di Geely, presente in Europa attraverso Volvo già dal 2010, e il posizionamento premium e tecnologico di Zeekr, spiegando che l’adesione rafforza il legame con la filiera e con tutti gli stakeholder.
Sulla stessa lunghezza d’onda Mattia Vanini, presidente di ATFlow, che considera l’ingresso in UNRAE una mossa strategica. Per un’azienda che sta ampliando in fretta il proprio portafoglio di marchi, entrare nell’associazione vuol dire consolidare una presenza di lungo periodo sul mercato italiano e dare il proprio contributo alle sfide della transizione dell’intero comparto automotive.