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Tale progetto amplia i principi del Clean Industrial Deal lanciato nel 2024, estendendone la portata su scala mondiale. La logica è quella di creare nuove alleanze internazionali, stabilire regole comuni e promuovere la decarbonizzazione dei processi produttivi. Oggi quasi la metà dell’elettricità europea proviene da fonti rinnovabili. Ma soprattutto gli investimenti in energia pulita sono aumentati di oltre il 100% rispetto al 2015.
UE e sicurezza climatica: l’ambiente come priorità
Accanto alle politiche industriali, Bruxelles intende consolidare una diplomazia ambientale basata sulla cooperazione e sull’equità. La transizione energetica, secondo la Commissione, deve essere accessibile a tutti i Paesi, senza creare nuove disuguaglianze. L’Europa vuole quindi guidare il cambiamento globale non solo con i propri standard, ma anche con investimenti e supporto tecnico ai partner internazionali.
La nuova visione della UE lega il tema ambientale a quello della sicurezza. Le conseguenze della crisi climatica sono ormai considerate una minaccia diretta alla stabilità mondiale. Per questo, Bruxelles ha avviato il Climate-Security Nexus. Ovvero un piano operativo che rafforza la resilienza dei Paesi più vulnerabili e combatte la disinformazione sul cambiamento climatico.
La strategia punta anche a sviluppare collaborazioni energetiche attraverso accordi di libero scambio e Green Alliances. Si cerca così di promuovere l’uso dei sistemi di carbon pricing e sostenendo gli Stati che intendono adottarli. Insomma, con una riduzione del 37% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990, l’Europa conferma la sua leadership nel settore del climate finance e ribadisce l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.









