Un tunnel sottomarino lungo quasi 11 chilometri, con un soffitto che sembra uscito da un film di fantascienza: la Cina ha realizzato un’opera che unisce ingegneria avanzata e uno spettacolo di luci difficile da immaginare. Il tunnel Taihu, scavato sotto il lago omonimo, non è famoso solo per la sua lunghezza record ma soprattutto per il suo tetto, equipaggiato con centinaia di migliaia di LED capaci di trasformarsi in un cielo azzurro, in una volta piena di stelle o addirittura nella bandiera cinese.
Il risultato è che molti automobilisti lo percorrono soltanto per godersi dal vivo questo sistema di illuminazione singolare. Ma quei LED non sono stati montati per abbellire il percorso. Gli ingegneri hanno pensato a una strada sottomarina che funga da banco di prova per una nuova generazione di gallerie, dove la luce smette di essere un semplice elemento funzionale e diventa uno strumento per combattere la monotonia alla guida.
Tunnel Taihu: oltre dieci chilometri sotto un tetto di luci
Inaugurato nel 2022, il tunnel Taihu collega Shanghai a Nanchino. A distanza di oltre quattro anni dall’apertura al traffico, con i suoi 10,79 chilometri resta il più esteso sotto l’acqua in tutta la Repubblica Popolare. I numeri fanno girare la testa: larghezza di 40,6 metri, altezza di 7,25 metri, tre corsie per ogni senso di marcia. Al centro corre un tunnel di servizio da 4,5 metri.
La costruzione ha richiesto quattro anni e un investimento vicino ai 9.900 milioni di yuan, circa 1,2 miliardi di euro al cambio. Una cifra che si spiega non solo con la complessità di lavorare sul fondale del lago, formato da spessi strati di limo argilloso, ma anche con la tecnologia di cui è dotato. Il tetto sfrutta schermi giganti con matrici LED modulari che permettono di adattare l’illuminazione tratto per tratto. Nelle zone di ingresso e uscita i pannelli misurano 11 metri di larghezza, in quella centrale superano i 14. Ogni “soffitto stellato” è composto da circa 200.000 sorgenti luminose gestite da un sistema intelligente.
Questo dispiegamento di luci è diventato spesso virale, con foto e video che mostrano le immagini dall’alto lungo i quasi 11 chilometri. Dietro allo spettacolo, però, c’è ingegneria stradale pura. I progettisti lo definiscono un’applicazione pratica del concetto di “sezione paesaggistica per combattere la fatica visiva nei tunnel”.
Contro il pilota automatico nei tunnel infiniti
Nelle gallerie molto lunghe la sonnolenza al volante pesa ancora di più che in autostrada di notte. Si tratta di percorrere lunghi minuti in uno spazio chiuso con pochissime variazioni: luci, pannelli a messaggio variabile, indicazioni delle piazzole di emergenza e poco altro. Nel caso del Taihu, percorrere i suoi 10,8 chilometri alla velocità massima consentita, cioè 80 km/h, significa poco meno di dieci minuti.
Da qui l’idea del tetto luminoso. Gli ingegneri lo hanno diviso in tre grandi sezioni, dove trovano posto le cosiddette “zone di attivazione contro la fatica”. Servono a mostrare stimoli visivi che neutralizzano la ripetitività del tragitto. In questi tratti i LED ricorrono a tonalità come l’azzurro, il giallo o il ciano, mescolate a toni caldi per generare scene in continuo cambiamento.
Secondo la documentazione del progetto, uno stimolo visivo efficace dovrebbe durare tra i 6 e i 7 secondi, senza però distrarre chi guida. Su questa base hanno stabilito che le zone dovessero estendersi per circa 150 metri, una lunghezza sufficiente a far percepire il cambiamento senza compromettere l’attenzione sulla strada.
L’obiettivo è offrire al cervello più informazioni visive, rompendo quell’effetto “pilota automatico” tipico dei percorsi ripetitivi. La Cina sta portando questa tecnologia anche in autostrada, con fasci di luce sui portali che si illuminano di notte per contrastare la sonnolenza. Sono già stati installati in due importanti corridoi del Paese: su alcuni tratti dell’autostrada Qingdao-Yinchuan, nello Shandong, e su quella Shanghai-Chongqing.
Il tetto alla Blade Runner funziona davvero?
Diversi studi hanno analizzato come l’illuminazione dinamica possa combattere la fatica visiva nelle gallerie troppo lunghe. Una ricerca pubblicata su Traffic Injury Prevention da alcuni studiosi di università cinesi conclude che sì, può essere efficace. Sottoponendo vari conducenti a test al simulatore, i risultati hanno mostrato che le luci in tonalità azzurre aumentavano l’attenzione, seguite dal rosso. Proprio le tonalità più ricorrenti nelle immagini del tunnel Taihu. Gli autori avvertono comunque che i risultati vanno confermati in condizioni reali.
Ed è ciò che ha fatto un altro studio. Alcuni ricercatori presentati alla conferenza IEEE Energy and Electrical Engineering 2024 hanno analizzato l’impatto dell’illuminazione proprio del Taihu, con prove sul campo che valutavano come le diverse configurazioni LED modificassero i movimenti oculari e le risposte fisiologiche dei conducenti. Le conclusioni indicano che l’illuminazione paesaggistica offre agli automobilisti una visione più ampia dell’ambiente, senza cadere in distrazioni, e riduce la sensazione di monotonia. Le prove, però, non hanno dimostrato in modo netto una riduzione significativa della fatica o la capacità di evitare la sonnolenza.
Le migliaia di LED del Taihu non sono una medicina miracolosa contro la stanchezza al volante, ma trasformano un tragitto estremamente ripetitivo in un’esperienza visiva più ricca, capace di aiutare a mantenere l’attenzione lungo tunnel interminabili. E ancora una volta la Cina detta legge su quelle che potrebbero essere le infrastrutture stradali del futuro, come già accade con i test pilota delle luci laser in autostrada.