Scegliere quale tecnologia produttiva usare per i chip non è come comprare il latte al supermercato, e a dirlo è stato proprio l’amministratore delegato di TSMC, il dottor C.C. Wei, durante la conferenza sui risultati del secondo trimestre tenutasi a Taiwan. Nella stessa occasione il numero uno del colosso taiwanese ha ammesso senza troppi giri di parole di provare invidia nei confronti della rivale coreana Samsung Foundry, che a suo dire sta guadagnando cifre enormi.
TSMC: perché scegliere una tecnologia non è un acquisto qualsiasi
Il tema è nato da una domanda dell’analista di Morgan Stanley, Charlie Chan, che chiedeva conto delle possibili mosse dei concorrenti. Poco prima infatti erano arrivati i conti di ASML, il produttore olandese di macchinari per la fabbricazione dei chip, e la questione della capacità produttiva era diventata subito centrale. Durante la propria call, il direttore finanziario di ASML, Roger Dassen, aveva spiegato che l’azienda intende aumentare del 30 per cento la produzione delle macchine EUV a bassa apertura numerica, quelle usate per realizzare alcuni dei chip più avanzati al mondo. Motivo? Gli ordini le stanno praticamente esaurendo, segno di una domanda spinta dalla corsa ai chip per l’intelligenza artificiale.
Quando Chan ha chiesto cosa ne pensasse TSMC di questa espansione, visto che apre la porta a possibili concorrenti pronti a costruirsi la loro capacità, Wei ha spostato il discorso su cosa significhi davvero scegliere una fonderia. Secondo l’amministratore delegato, quando aziende come Apple, NVIDIA e AMD decidono a chi affidare la produzione dei loro chip, non guardano solo alla capacità disponibile. Il ragionamento è molto più complesso di così.
Le sue parole, riprese direttamente da un cliente, sono state piuttosto colorite. Scegliere una tecnologia e portarla in produzione, ha detto, non è come comprare il latte da 7-Eleven. Si sceglie un partner tecnologico, non c’è nessuna scorciatoia. Bisogna capire la tecnologia, testarla davvero con i test chip, lavorare insieme, preparare la capacità e poi farla crescere. Ecco perché, ha spiegato, servono circa cinque anni. Non funziona che oggi un latte sembra migliore e domani si cambia negozio perché quello non piace.
Il confronto con Intel e Samsung
La domanda dell’analista toccava anche i due grandi rivali, Intel e Samsung. Da un lato c’è Intel, che gode del sostegno del governo statunitense. Dall’altro c’è appunto Samsung, che dal business delle fonderie ricava profitti robusti. Come intende competere TSMC su questi due fronti?
Sul primo punto Wei ha risposto in modo secco, quasi con un mezzo sorriso tra le righe. Anche TSMC riceve sostegno pubblico, ha detto, semplicemente non lo annuncia. Sul fronte coreano invece è stato più diretto e ha ammesso l’invidia verso Samsung. Guadagnano un mucchio di soldi, ha riconosciuto, e questo lo rende geloso.
Detto questo, la convinzione del dirigente resta salda su un altro terreno. Per Wei ciò che fa davvero la differenza per una fonderia sono la fiducia del cliente e la capacità tecnologica. Sono questi, più della semplice capacità produttiva o dei numeri di bilancio, gli elementi che decidono chi vince nel lungo periodo in un mercato dove ogni scelta pesa per anni.