Le truffe con clonazione vocale AI sono diventate una delle frodi più insidiose degli ultimi tempi, capaci di svuotare i conti delle vittime fino a cifre da capogiro partendo da pochissimo: bastano cinque secondi di audio della voce di una persona cara. Un campione minuscolo, quasi insignificante a prima vista, e invece sufficiente per mettere in piedi un inganno difficilissimo da smascherare. Era qualcosa che, prima o poi, sarebbe successo. Inevitabile, come l’alternarsi del giorno e della notte.
La storia ce lo insegna: ogni nuova tecnologia ha sempre aperto strade inedite per chi cerca di raggirare il prossimo. E l’intelligenza artificiale si sta rivelando un terreno particolarmente fertile per le menti meno oneste, tanto da generare guadagni che si misurano in migliaia di euro ogni mese soltanto attraverso le frodi. Non si tratta di un fenomeno marginale, anzi. Il giro d’affari che ruota attorno a questi sistemi cresce a una velocità che lascia poco spazio alla tranquillità.
Quanto possono fruttare le frodi basate sull’AI
Il punto è che le truffe con AI non si limitano a un solo schema. Sono diverse tra loro, e tutte piuttosto redditizie, al punto da permettere ai responsabili di intascare somme considerevoli con regolarità. Il caso più clamoroso riguarda proprio la clonazione vocale, dove i criminali riescono a sottrarre alle vittime importi che possono arrivare fino a circa 590.000 euro. Una cifra enorme, costruita su un meccanismo tanto semplice quanto spietato: si registra un breve frammento della voce di un familiare, si dà in pasto il tutto a un software apposito e in pochi istanti si ottiene una copia convincente, pronta a ingannare chiunque si trovi dall’altra parte del telefono.
La forza di questo tipo di frode AI sta tutta nella sua naturalezza. Quando arriva una chiamata e dall’altro capo c’è la voce di un figlio, di un genitore o di un amico in apparente difficoltà, la reazione istintiva è prestare aiuto senza pensarci troppo. Ed è esattamente su questa fiducia che i truffatori puntano, sfruttando l’emotività del momento per spingere le persone a inviare denaro in fretta, prima ancora di farsi venire qualche dubbio.
Un terreno fertile per chi cerca scorciatoie illecite
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale a scopo fraudolento non si fermano qui. C’è chi ha trovato il modo di guadagnare sfruttando gli strumenti di generazione musicale basati su AI. Un utente cinese, ad esempio, riuscirebbe a portare a casa fino a 100.000 yuan al mese, l’equivalente di circa 14.000 euro, proprio attraverso questi strumenti di creazione musicale.
Il suo metodo è di una semplicità disarmante. Tutto parte dal caricamento di un’immagine, che serve a definire il tema del brano da produrre. Da lì si seleziona uno stile musicale e il sistema si occupa del resto, sfornando tracce in serie. Un processo automatizzato, rapido, che trasforma pochi clic in un flusso di entrate costante.