BMW M2 con la trazione integrale: per la prima volta in assoluto la piccola sportiva di Monaco abbandona la sola spinta posteriore e adotta il sistema M xDrive, già visto sulle sorelle maggiori. Una novità che cambia parecchio le carte in tavola, anche perché la M2 negli ultimi anni si è avvicinata sempre di più alla più costosa M4, rosicchiando terreno a ogni aggiornamento. E adesso c’è un motivo in più per puntare sulla compatta.
Il bello è che chi storce il naso davanti alla trazione integrale può tornare alle origini con un semplice gesto. Dentro il menu M Setup si nasconde una modalità a sola trazione posteriore, che manda tutta la coppia all’asse dietro e disattiva il controllo di stabilità DSC. In pratica, premendo un pulsante, la M2 torna a comportarsi esattamente come la versione classica, quella che gli appassionati conoscono e amano. Niente cambio manuale, però: l’unica trasmissione disponibile sarà l’automatico Steptronic a otto rapporti.
Stesso motore, più trazione, tempi giù di tre decimi
Sotto il cofano resta il pluripremiato S58, il sei cilindri in linea 3.0 biturbo che ormai ha fatto la storia recente di BMW M. La taratura ricalca quella della M2 rinnovata arrivata nel 2025, quindi parliamo di 473 cavalli a 6.250 giri e 443 lb-ft di coppia, disponibili tra i 2.700 e i 5.620 giri. Numeri che la lasciano un gradino sotto la M2 CS, ferma a 523 cavalli, ma è una distanza prevedibile visto che quella resta in cima alla gamma.
Curioso il fatto che BMW non abbia aspettato il nuovo M Ignite per lanciare la versione integrale. Questo aggiornamento del sei cilindri, atteso più avanti nel corso dell’anno, introduce un sistema di accensione a precamera pensato per ridurre i consumi agli alti regimi senza togliere potenza, e proprio grazie a questo riesce a rientrare nei limiti delle emissioni Euro 7.
Il sistema di trazione integrale funziona come quello di M3 e M4: di base la M2 resta a trazione posteriore, e le ruote anteriori entrano in gioco solo quando serve il massimo della motricità. A gestire la ripartizione c’è una frizione multidisco a controllo elettronico nella scatola di rinvio, dotata di una propria centralina con limitazione dello slittamento integrata. Così riesce a sistemare le differenze di velocità tra gli assi senza chiamare in causa il DSC centrale, reagendo più in fretta. Presente anche l’Active M Differential, che modula la spinta tra le ruote posteriori.
Quanto costa e quando arriva
Con il grip in più, BMW dichiara che la M2 M xDrive scatta da 0 a 96 km/h in 3,6 secondi, ovvero 0,3 secondi meglio rispetto alla versione a sola trazione posteriore. Lo sprint fino a 200 km/h viene archiviato in 12,8 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 250 km/h, che salgono a 285 km/h con il pacchetto opzionale M Driver’s Package. Misurando come fanno negli Stati Uniti, con il rollout di un piede, lo 0-96 km/h scende addirittura a 3,3 secondi e lo 0-200 km/h a 12,5 secondi.
Sul fronte estetica, gli acquirenti potranno scegliere tra otto colori, cinque metallizzati e tre pieni, con l’inedito BMW Individual Borusan Turkish Blue che debutta proprio su questa M2. Negli Stati Uniti la BMW M2 a trazione integrale arriverà verso la fine dell’estate, con prezzi che partono da circa 68.000 euro, ai quali vanno aggiunti circa 1.250 euro di spese di trasporto e gestione. La produzione partirà ad agosto 2026 nello stabilimento BMW Group di San Luis Potosí, in Messico, dove vengono assemblate tutte le varianti della M2.