Titano sembra fatto apposta per chi sogna colonie spaziali, perché là il petrolio non va nemmeno estratto. Piove dal cielo sotto forma di metano liquido, si raccoglie in laghi e poi si deposita come ghiaccio di idrocarburi. Da questo magazzino di risorse già pronte all’uso parte uno studio firmato da Conor A. Nixon, scienziato planetario della Solar System Exploration Division, realizzato insieme a Ye Lu del Worcester Polytechnic Institute.
Il lavoro nasce da una domanda piuttosto concreta. Tra i mondi a portata di esplorazione, quale offre davvero il pacchetto migliore per chi un giorno vorrà mettere radici lontano dalla Terra. Per rispondere, il team della NASA ha messo a confronto tre corpi celesti diversi, valutando cosa ciascuno può offrire a una futura base umana. E il risultato ha rimescolato le carte rispetto a quello che si dava per scontato fino a poco tempo fa.
Perché Titano cambia le regole del gioco
La cosa interessante è che su Titano molte risorse sono già lì, disponibili senza bisogno di processi industriali complicati. Il metano liquido non si deve cercare in profondità con trivelle e impianti. Cade letteralmente dal cielo, si accumula in bacini e laghi, e si presenta anche sotto forma di ghiaccio di idrocarburi sparso sulla superficie. Una situazione che sulla Terra richiederebbe estrazioni costose e impattanti, mentre lassù è semplicemente parte del paesaggio.
Questo cambia parecchio le priorità quando si ragiona di colonizzazione. Avere a disposizione un combustibile già formato, senza dover costruire infrastrutture pesanti per produrlo, significa risparmiare tempo, energia e materiali. E non si parla solo di carburante per spostarsi o per generare calore, ma di un intero inventario di sostanze utili che la luna di Saturno offre quasi gratis.
Acqua e combustibile per la fusione
Oltre agli idrocarburi, Titano nasconde un’altra carta importante, cioè l’acqua sotterranea. Un elemento fondamentale per qualsiasi insediamento umano, perché serve da bere, per coltivare e per ricavare ossigeno e idrogeno. Avere riserve d’acqua sotto la superficie rende il quadro ancora più favorevole rispetto ad altri scenari, dove l’acqua scarseggia o è difficile da raggiungere.
C’è poi il capitolo che guarda al futuro più lontano, quello della fusione nucleare. Titano dispone anche del combustibile adatto a questo tipo di tecnologia, che potrebbe diventare la chiave per produrre grandi quantità di energia in modo efficiente. Mettendo insieme tutti questi tasselli, il confronto condotto dagli studiosi della NASA finisce per ribaltare le gerarchie consolidate.
Quando si parla di mete per le prime colonie spaziali, infatti, l’attenzione è spesso rivolta verso altri obiettivi più vicini e familiari. Lo studio di Nixon e Lu invita però a guardare più lontano, là dove le condizioni naturali offrono già buona parte di ciò che servirebbe a una comunità umana per sostenersi. Petrolio che piove dal cielo, acqua nascosta sotto i piedi e materiale per la fusione, tutto concentrato in un unico luogo.