The Witcher 4 e tutti i capitoli della nuova trilogia con ogni probabilità non avranno espansioni. A dirlo è stato Michał Nowakowski, co‑CEO di CD Projekt RED, che ha messo le carte in tavola durante un incontro con gli azionisti. Una notizia che sulle prime potrebbe far storcere il naso a chi ricorda quanto fossero corpose le aggiunte del passato, ma dietro c’è una logica piuttosto solida.
Il punto è tutto nelle tempistiche. Lo studio polacco ha rilanciato un obiettivo davvero ambizioso: portare sul mercato l’intera trilogia nel giro di sei anni. Per intenderci, qualcosa come The Witcher 4 nel 2028, poi The Witcher 5 nel 2031 e infine The Witcher 6 nel 2034. Con un calendario così fitto, e parlando di produzioni tripla A che richiedono anni di lavoro, trovare il tempo per costruire anche contenuti extra tra un gioco e l’altro diventa quasi una missione impossibile.
Grandi ambizioni, qualche rinuncia
“I piani sono piuttosto ambiziosi. Nello specifico, si tratta di pubblicare tre giochi di The Witcher in un arco di sei anni”, ha spiegato Nowakowski durante il Q&A con gli azionisti. “A essere del tutto onesti, sarebbe difficile per noi aggiungere un’espansione alla trilogia in arrivo. E questa, ad oggi, è la posizione in cui ci troviamo riguardo alla questione”.
Parole chiare, insomma. E rappresentano un cambio di rotta netto rispetto a come ha lavorato lo studio fino a oggi. Basti pensare a The Witcher 3: Wild Hunt, che di espansioni ne ha ricevute due e di peso: Hearts of Stone e Blood and Wine, due aggiunte che da sole valevano il prezzo di interi giochi. E non finisce lì, perché una terza espansione, Songs of the Past, è attesa per il prossimo anno.
Il rovescio della medaglia, se così vogliamo chiamarlo, è che i fan non resteranno con il fiato sospeso troppo a lungo. Niente attese infinite per scoprire come si chiuderà la nuova trilogia: i tre capitoli arriveranno a distanza ravvicinata, ed è proprio questa la scommessa di CD Projekt RED. Concentrare le energie sui giochi principali invece di disperderle in contenuti che, per quanto apprezzati, allungherebbero ulteriormente i tempi di sviluppo.
The Witcher 3 continua a macinare numeri
Restando in tema di affari e cifre, lo stesso incontro con gli investitori ha riservato un altro dato interessante. CD Projekt ha mostrato i nuovi numeri di vendita di The Witcher 3: Wild Hunt, e c’è poco da dire: a undici anni dal debutto, il gioco continua a vendere a ritmi sorprendenti. Un longseller nel senso più pieno del termine, capace di restare rilevante mentre intorno escono decine e decine di nuovi titoli.
Questo successo prolungato spiega in parte la fiducia con cui lo studio affronta la sfida della nuova trilogia. Avere un marchio così forte alle spalle, con un pubblico che resta fedele anno dopo anno, permette di puntare in alto e di rivedere persino le strategie che in passato avevano funzionato benissimo. Niente più espansioni, dunque, ma una serie di capitoli pensati per arrivare uno dietro l’altro, senza tempi morti.
La posizione di CD Projekt RED, almeno per il momento, è questa. Le cose potrebbero sempre cambiare strada facendo, come capita spesso nel mondo dello sviluppo videoludico, ma per ora la direzione è tracciata e riguarda direttamente il futuro di The Witcher 4 e dei suoi seguiti.