The Witcher 3 Songs of the Past sta prendendo forma con un numero di sviluppatori sorprendentemente alto, e questo dettaglio dice già parecchio sulle ambizioni dietro al progetto. Stiamo parlando di un’espansione affidata a Fool’s Theory, lo studio che da tempo lavora a stretto contatto con CD Projekt RED, e che ora si ritrova a gestire un team di proporzioni decisamente importanti. Non un piccolo aggiornamento, insomma, ma qualcosa di più strutturato.
Un team da quasi 200 persone al lavoro
Il dato che salta subito all’occhio riguarda i numeri: 190 sviluppatori impegnati sulla nuova espansione. È una cifra che, per un contenuto aggiuntivo, fa alzare un sopracciglio. Di solito espansioni e DLC vengono gestiti da gruppi più contenuti, mentre qui si parla di una squadra che ricorda quasi quella di una produzione a sé stante. Il progetto, stando a quanto emerso, si troverebbe già in una fase avanzata di produzione, segno che il lavoro va avanti spedito e che non siamo davanti a qualcosa di ancora abbozzato.
Coinvolgere così tante persone significa che Songs of the Past punta a offrire un’esperienza ampia, con contenuti pensati per ampliare davvero il mondo di gioco e non per riempire qualche ora in più. Fool’s Theory, del resto, conosce bene l’universo creato attorno allo Strigo, e la mole di creativi messi in campo lascia intuire che l’asticella delle aspettative sia stata posizionata piuttosto in alto.
Non un remake, ma un’espansione corposa
Su un punto CD Projekt RED ha voluto essere chiara: The Witcher 3 Songs of the Past non sarà un semplice remake né un’operazione nostalgia confezionata per riproporre vecchi contenuti con una mano di vernice nuova. L’idea è quella di una espansione vera, ricca di novità, capace di aggiungere materiale fresco a un gioco che, nonostante gli anni sulle spalle, continua a tenere botta come pochi altri.
Ed è proprio questa la ragione per cui serviva un organico così numeroso. Realizzare contenuti originali, scrivere nuove storie, costruire ambientazioni e meccaniche richiede tempo e braccia, molte più di quante ne servirebbero per limitarsi a rimettere mano al passato. La scelta di puntare su un team tanto ampio racconta, in modo abbastanza esplicito, quanto la compagnia tenga a questo capitolo.
Resta sullo sfondo una domanda interessante, ovvero quanto sia effettivamente coinvolta CD Projekt RED nel processo. Lo studio polacco ha delegato gran parte dello sviluppo a Fool’s Theory, ma il suo nome resta legato a doppio filo a un marchio che ha fatto la storia del genere. La supervisione, almeno sulla carta, garantisce che la direzione creativa rimanga coerente con quanto i fan hanno imparato ad amare nel corso degli anni.
Quel che è chiaro è che Songs of the Past non viene trattato come un contenuto minore. La quantità di persone coinvolte, l’attenzione dichiarata e la volontà di costruire qualcosa di nuovo invece di riciclare il già visto compongono un quadro che fa ben sperare per chi non ha mai davvero abbandonato le terre del Continente. Il viaggio di Geralt, a quanto pare, ha ancora qualche capitolo da raccontare.