The Penguin 2 resterà soltanto un sogno per chi sperava in un seguito, perché stando alle ultime indiscrezioni la serie targata HBO non avrà mai una seconda stagione e si chiuderà definitivamente come miniserie autoconclusiva. Una doccia fredda, diciamolo, per tutti coloro che avevano apprezzato l’atmosfera cupa e il taglio quasi cinematografico di questo racconto.
Poche produzioni firmate DC negli ultimi anni sono riuscite a mettere d’accordo pubblico e critica come ha fatto questo titolo. Non capita spesso che uno spin-off riesca a ritagliarsi un’identità così forte, eppure qui è successo. E proprio per questo la notizia di una mancata prosecuzione lascia un po’ di amaro in bocca a chi aveva già messo in conto altri capitoli.
The Penguin 2: Oz Cobb e l’eredità di un personaggio diventato icona
Il merito principale va al modo in cui la serie ha saputo dare spessore a Oz Cobb, trasformandolo in una delle figure più affascinanti e stratificate dell’intero franchise. Non il solito cattivo bidimensionale, ma un personaggio con luci e ombre, ambizioni e fragilità, capace di tenere lo spettatore incollato fino all’ultima scena.
Ambientata nello stesso universo narrativo di The Batman, la produzione ha funzionato come un tassello che amplia e arricchisce il mondo costruito sul grande schermo. Un esperimento riuscito, insomma, che ha dimostrato come ci sia spazio per storie laterali capaci di reggersi sulle proprie gambe senza dipendere troppo dal protagonista principale del film originale.
C’è poi il discorso che riguarda Colin Farrell, perché la sua interpretazione è stata talmente apprezzata da finire tra le più celebrate della sua intera carriera. L’attore irlandese si è praticamente trasformato sotto strati di trucco prostetico, regalando una performance che molti hanno definito memorabile. Difficile pensare a un sostituto, ed è anche per questo che l’idea di rivedere quel volto in nuovi episodi aveva acceso parecchie aspettative.
La scelta di mantenere il progetto come opera unica, conclusa e compatta, segna una direzione precisa. Una storia che nasce e si esaurisce nel suo arco, senza l’esigenza di allungare il brodo per inseguire numeri o abbonamenti. Non tutti la vedranno allo stesso modo, certo, ma c’è una logica dietro il voler preservare l’integrità del racconto così com’era stato pensato fin dall’inizio.
Per i fan più affezionati al mondo di The Penguin resta comunque il valore di quanto già realizzato, una manciata di episodi che hanno saputo lasciare il segno e che continueranno a essere ricordati come uno dei punti più alti raggiunti dalle serie televisive ispirate ai fumetti DC.