Tesla ha spiazzato di nuovo il mercato, e stavolta con dei numeri che nessuno si aspettava così alti. Dopo mesi passati a domandarsi quanto reggesse davvero la domanda mondiale di auto elettriche, la Casa di Elon Musk ha messo sul tavolo le consegne del secondo trimestre 2026, con una crescita bella robusta rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e un risultato che ha superato di slancio le previsioni di Wall Street. Eppure, e qui sta il paradosso, tutto questo non è bastato a tenere in piedi il titolo, che ha chiuso la giornata in netto calo.
Numeri in crescita e la spinta dell’Europa
Nel trimestre che va da aprile a giugno 2026, Tesla ha consegnato 480.126 veicoli. Un dato che vale un aumento intorno al 25% rispetto al secondo trimestre del 2025 e che va ben oltre quanto immaginavano gli analisti, fermi appena sopra le 400 mila unità. Come sempre, il grosso del lavoro lo fanno Model 3 e Model Y, che messe insieme arrivano a 467.762 esemplari. Tutto il resto della gamma, compresi Cybertruck e Tesla Semi, si ferma a poco più di 12 mila unità. Anche la produzione è rimasta su livelli alti, con oltre 451 mila veicoli assemblati nei tre mesi.
A trainare la ripresa è stata soprattutto l’Europa. Qui il rincaro dei carburanti e gli incentivi pensati per le auto elettriche hanno riportato la voglia di comprare. La Cina, invece, ha corso meno, con una crescita più timida, mentre negli Stati Uniti ha pesato la fine degli incentivi federali all’acquisto di veicoli elettrici. Insomma, quadro a macchie, con un continente che spinge e altri che frenano.
Perché il titolo è sceso nonostante tutto
Qui viene la parte curiosa. Un trimestre commerciale così buono non ha evitato al titolo Tesla di perdere terreno in Borsa. Il motivo? Secondo gli analisti il mercato aveva già messo in conto una ripresa forte delle consegne, complice il rally dei giorni precedenti all’annuncio. È il classico meccanismo del “buy the rumor, sell the news”: si compra sull’attesa e si vende quando la notizia diventa realtà. Adesso gli investitori vogliono altro, cioè segnali concreti su dove sta andando l’azienda da qui in avanti.
E l’attenzione, non a caso, è tutta puntata sui grandi progetti annunciati da Elon Musk. L’espansione del Full Self-Driving, i robotaxi, l’intelligenza artificiale, il robot umanoide Optimus, senza dimenticare gli investimenti pesanti messi in agenda per il 2026. Per il mercato, ormai, le consegne raccontano solo un pezzo della storia. La sfida vera è dimostrare che Tesla riesce a crescere anche come azienda tecnologica, e non soltanto come costruttore di automobili.