Chi negli anni si è ritrovato con vecchie cartelle del bollo auto ancora da saldare ha ora un motivo per tirare un sospiro di sollievo. L’estensione della Rottamazione-quinquies ai tributi locali apre infatti la porta anche a questo tributo, che potrà rientrare nella definizione agevolata. In pratica significa poter azzerare sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione. Attenzione però a un dettaglio non da poco. La misura non scatta in automatico ovunque, perché tutto dipende da cosa decideranno le singole Regioni o gli enti che hanno affidato la riscossione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Cosa cambia per il bollo auto iscritto a ruolo
La parte più rilevante riguarda proprio il bollo auto iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. Con la conversione del Decreto Accise, la possibilità di aderire alla Rottamazione-quinquies è stata allargata anche ai tributi locali, quindi comprese le tasse automobilistiche regionali. C’è però una condizione. L’ente creditore deve deliberare l’adesione alla misura entro i termini fissati. Non parliamo dunque di un condono valido a tappeto su tutta la penisola. Saranno Regioni e altri enti competenti a stabilire se offrire o meno questa chance ai contribuenti. Chi rientra potrà estinguere il debito versando soltanto il capitale dovuto e le spese di notifica o di eventuali procedure esecutive. Tutto il resto, cioè sanzioni, interessi di mora e altri oneri accessori, viene cancellato.
Fino a 54 rate per saldare il debito
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di spalmare il pagamento su un arco di tempo lungo. Oltre alla soluzione in un’unica tranche, si potrà infatti dilazionare l’importo fino a 54 rate bimestrali, che tradotto in numeri fa più o meno nove anni. Sul fronte calendario, la proroga concessa agli enti locali ha spostato in avanti anche le scadenze successive. Dopo l’adesione degli enti, i contribuenti potranno presentare domanda nella finestra prevista in autunno, mentre il pagamento della prima rata o dell’intero importo dovrebbe partire nel 2027. L’idea del Governo è chiara, ovvero favorire la regolarizzazione di migliaia di posizioni senza pesare troppo sui bilanci delle famiglie.