Gacha Capsule Slot Simulator – Akihabara arriva in accesso anticipato e prova a ritagliarsi uno spazio in un genere ormai affollatissimo, quello dei simulatori di negozio. Ogni pochi minuti sembra uscirne uno nuovo, e spesso l’unica differenza sta nella patina superficiale di ciò che si vende dentro il gioco. La domanda vera è se questo titolo riesca davvero a distinguersi oppure resti l’ennesima variazione sullo stesso tema.
Piccolo ripasso storico prima di entrare nel merito. Il primo gioco che ha fatto scoprire il gusto di gestire un negozio è stato Recettear: An Item Shop’s Tale. Oltre dieci anni dopo è arrivato Gas Station Simulator, forse più vicino a questo stile e tra i migliori job-sim in circolazione. Il vero modello di riferimento però è il TCG Card Shop Simulator del 2024, che ha preso una formula già collaudata e ci ha aggiunto le carte da collezione, perché la gente adora collezionare.
Gacha Capsule Slot Simulator: come funziona il gioco e cosa aspettarsi
Non serve entrare troppo nel dettaglio, perché chi ha giocato uno di questi titoli li conosce praticamente tutti. In sintesi si parte da una piccola unità e si apre il negozio, in questo caso con un po’ di soldi e qualche distributore gacha di seconda mano. Si acquistano le prime linee di gachapon disponibili, si caricano nelle macchine e si guadagna esperienza per ogni oggetto venduto. Poi si ricomincia daccapo.
Salendo di livello si può espandere il negozio, sbloccare nuovi distributori, nuove linee e nuovi banchi per esporre e vendere ciò che si pesca da soli. Ogni pescata dà esperienza, e più il pezzo è raro più se ne guadagna. Le rarità, tra l’altro, si vendono a buon prezzo. A tutto questo si aggiungono dei bonus da comprare, come le pubblicità per una serie che si ha in abbondanza, oppure un influencer che passa in negozio per aumentare l’afflusso di clienti. Anche eventi casuali, tipo la visita di una star del K-pop, possono far crescere il numero di visitatori.
Ecco riassunto un intero sotto-genere nello spazio di un paragrafo. Ci sono elementi aggiuntivi qua e là, ma il succo è sempre lo stesso. Se il ritmo del ciclo di gioco è ben calibrato e c’è abbastanza roba da fare, il divertimento regge. In Parking Tycoon: Business Simulator la messa a fuoco troppo ristretta lasciava poco per cui restare incollati. Qui, come nel TCG Shop Simulator, la vera calamita è la collezione.
Pregi, difetti e potenziale in accesso anticipato
Chi ama collezionare troverà pane per i suoi denti. Il feeling del gacha è azzeccato, con tanto di monetina da inserire e manopola da girare in prima persona. Il problema, e c’è, è che il modello è stato seguito alla lettera. Si possono trasportare solo cinque gacha alla volta, esattamente come in TCG Shop Simulator ci si limita a otto pacchetti. Realistico, va bene, ma resta pur sempre un videogioco, e anche nella realtà una scorciatoia si trova sempre.
Piccole comodità come queste aiuterebbero parecchio, e potrebbero arrivare più avanti. Nella schermata principale c’è una lista di funzionalità in arrivo, compreso un sistema di gestione dell’inventario che farà comodo, perché quello attuale è irritante. La cosa fondamentale è che il gioco non finisca per allungare il tempo in modo artificiale, cosa che il lento avanzamento di livello e la scarsa capacità di spostare i prodotti rischiano di provocare.
Va ricordato che si tratta ancora di un prodotto in accesso anticipato. Ha tutto il tempo per allontanarsi dal modello standard sotto la sua patina giapponese. L’estetica in stile anime è gradevole. Siamo ad Akihabara, ma in versione stilizzata, senza i draghi di Dojima. C’è una sola strada e poco altro da vedere, anche se ci si può recare a un club di combattimento tra robot, che avrebbe avuto senso inserire durante la giornata lavorativa come diversivo una volta assunto il personale e automatizzato il negozio.