Nell’universo Tesla c’è una specie di cortocircuito in atto, e non sto parlando di un fusibile saltato in una Gigafactory. La star del momento, o meglio, quella che doveva esserlo, è Optimus, il robot umanoide che Elon Musk ci ha promesso come il punto di svolta per l’automazione mondiale. L’idea era fantascientifica e grandiosa: un assistente meccanico, agile, intelligente, capace di aiutarci in casa e in fabbrica. Ma, come spesso accade con i progetti futuristici, il sogno si è scontrato con una realtà molto più terra-terra, o meglio, con una parte del corpo che consideriamo banalissima: le mani.
Dietro i video glamour, le mani di Optimus mancano ancora
Sì, hai capito bene. Quelle estremità incredibili che usiamo per digitare, prendere un caffè e stringere la mano a un amico, si stanno rivelando il vero incubo ingegneristico per Tesla. La notizia, riportata da The Information, è di quelle che fanno sorridere amaramente: la produzione di Optimus è stata messa in pausa perché gli ingegneri non riescono a realizzare delle mani che siano all’altezza della complessità e della destrezza umana.
Il risultato è un’immagine quasi comica, degna di un film cyberpunk grottesco: i magazzini di Tesla si starebbero riempiendo di corpi di robot umanoidi perfettamente funzionanti, tutti belli dritti e assemblati… ma senza le appendici fondamentali. Sono dei manichini tecnologici, pronti per lavorare ma incapaci di afferrare un attrezzo o mescolare una zuppa. Certo, Musk aveva promesso che Optimus avrebbe fatto di tutto, dal cucinare al riparare oggetti, e l’ironia di questa situazione non sfugge a nessuno.
Il problema, ovviamente, non è un dettaglio estetico. Senza mani capaci di manipolare oggetti con la finezza necessaria, l’intero concetto di “umanoide” si svuota di significato pratico. Puoi dare a un robot i motori più potenti, i sensori più sofisticati e un equilibrio da ballerino professionista, ma se non riesce a prendere un cacciavite senza farlo cadere, a che serve? Riprodurre la coordinazione e la sensibilità delle dita umane è uno dei traguardi più ostici in assoluto per la robotica, una sfida che mette in crisi anche i cervelli più brillanti. Lo stesso Musk aveva, in un momento di onestà intellettuale, definito la mano “la parte più complessa del corpo umano da replicare”. E ora, quella frase gli è tornata indietro come un boomerang.
Nel frattempo, il circo mediatico non si ferma. Tesla continua a pompare video spettacolari: Optimus che fa mosse di Kung Fu, che cammina con un’agilità sorprendente, persino la sua comparsata glamour sul red carpet con Jared Leto per l’annuncio del nuovo Tron: Ares. Tutta questa patinatura mediatica serve a tenere alta l’eccitazione, ma dietro le quinte la realtà è ben diversa: la produzione è paralizzata. I piani ambiziosi di sfornare 5.000 unità entro il 2025? Sembrano fantascienza pura. E anche l’obiettivo ridimensionato di 2.000 unità appare, giorno dopo giorno, sempre più lontano.
Per ora, il futuro di Optimus è in un limbo imbarazzante. Tesla tace sulle nuove date di lancio, lasciandoci con l’impressione che ci vorrà ancora un bel po’ di tempo prima che il “robot del futuro” riesca davvero a compiere il suo primo, vero, lavoro pratico… usando finalmente le sue mani. Forse la vera sfida per Tesla non è lo spazio, ma cinque semplici dita.