Il conto alla rovescia per il telescopio spaziale Nancy Grace Roman è ormai partito sul serio. Agosto si avvicina in fretta e i preparativi al Kennedy Space Center stanno entrando nella fase più delicata, quella che di solito precede di poco il momento del lancio vero e proprio. La NASA continua a rilasciare aggiornamenti ogni volta che succede qualcosa di importante, e l’ultimo riguarda un passaggio tecnico tutt’altro che banale.
Dalla posizione orizzontale a quella verticale
Il grande osservatorio è stato sollevato dalla posizione orizzontale a quella verticale, un’operazione che viene descritta come un momento chiave in vista della partenza. Sembra un dettaglio quasi noioso, eppure movimentare uno strumento del genere richiede attrezzature sofisticate e una precisione notevole. Nulla può essere lasciato al caso, perché stiamo parlando di un pezzo di ingegneria che dovrà lavorare a milioni di chilometri dalla Terra.
C’è poi un aspetto che merita di essere sottolineato. Il lancio del Roman è stato anticipato di diversi mesi rispetto alla tabella di marcia iniziale, e nel settore aerospaziale questa è una vera rarità. Di solito succede l’esatto contrario, con progetti che accumulano ritardi su ritardi. Basta pensare al celebre James Webb, rimasto fermo ai box per anni prima di riuscire finalmente a partire. Vedere un telescopio arrivare in anticipo, insomma, è quasi una notizia nella notizia.
Il viaggio fino in Florida e le operazioni finali
Prima di arrivare a questo punto, il telescopio ha dovuto affrontare un trasferimento non da poco. Partito dal Goddard Space Flight Center, il Roman è giunto in Florida chiuso dentro uno speciale contenitore climatizzato, progettato apposta per proteggerlo durante il tragitto. Non è un particolare secondario, perché variazioni di temperatura o piccole contaminazioni potrebbero compromettere strumenti tanto sensibili.
Una volta raggiunta la struttura dedicata alle operazioni, i tecnici hanno messo mano a ispezioni accurate e a procedure di pulizia dell’ambiente di lavoro. L’obiettivo era eliminare qualsiasi traccia di contaminazione prima ancora di estrarre il veicolo dal suo involucro protettivo. Solo dopo aver completato questi controlli si è passati al posizionamento in verticale, con l’aiuto di quelle attrezzature di movimentazione capaci di gestire strumenti così delicati e ingombranti.
Ogni fase, in pratica, viene seguita al millimetro. Il Kennedy Space Center resta il centro nevralgico di tutte queste attività, e la sensazione è che il lavoro proceda spedito verso l’appuntamento con il lancio. Un ritmo di avvicinamento che, per una missione di questa portata, racconta bene quanto sia curato ogni singolo dettaglio prima di affidare il telescopio spaziale allo spazio profondo.