La vicenda che ha coinvolto Tata, uno dei fornitori chiave di Apple, sembra essersi chiusa nel migliore dei modi per l’azienda. Un’autorità indiana che si occupa di controllare l’inquinamento ha deciso di archiviare la questione legata a uno degli stabilimenti dove vengono prodotti componenti per gli iPhone, dopo che la società ha risposto alle preoccupazioni su una possibile contaminazione delle acque reflue. In pratica, niente azione disciplinare e niente rischio di chiusura forzata.
Tutto era iniziato qualche settimana fa, quando si era saputo che lo stabilimento di Tata in India aveva ricevuto un avviso. L’ente statale che si occupa del controllo dell’inquinamento aveva sostenuto che le acque reflue provenienti dalla struttura avessero contaminato l’acqua dei terreni agricoli vicini. L’avviso era arrivato il 25 maggio, dopo le lamentele dei proprietari dei campi confinanti e cinque ispezioni statali condotte tra dicembre 2025 e maggio 2026.
Cosa avevano trovato le ispezioni
Le verifiche, stando a quanto emerso, avevano rilevato che Tata scaricava le acque reflue in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana all’interno della propria struttura. Il problema era che questa vasca traboccava, finendo per contaminare le falde acquifere presenti nei pozzi aperti dei terreni agricoli adiacenti. Una situazione che, almeno sulla carta, poteva diventare pesante.
L’azienda però non era rimasta a guardare. Tata aveva risposto con decisione, spiegando di aver commissionato analisi indipendenti sulla struttura. E secondo quei risultati, lo stabilimento operava nel pieno rispetto delle regole. Restava comunque aperta la possibilità di un intervento più duro da parte delle autorità, inclusa la chiusura dello stabilimento, nel caso in cui la società non fosse riuscita a dissipare i dubbi del regolatore.
La chiusura del caso
E qui arriviamo alla svolta. Tata ha fatto sapere che il Tamil Nadu Pollution Control Board ha deciso di non procedere ulteriormente contro lo stabilimento, una volta ricevuta la risposta dell’azienda e affrontati i punti sollevati nell’avviso. In una dichiarazione, la società ha precisato che l’ente ha confermato come Tata abbia gestito in modo soddisfacente tutte le richieste contenute nella comunicazione, archiviando di conseguenza ogni ulteriore iniziativa.
C’è di più. Tata ha aggiunto che la stessa analisi recente dei campioni d’acqua effettuata dal regolatore non ha mostrato alcuna contaminazione presso la struttura. E i test separati richiesti dalla società hanno confermato che i valori rilevanti rientravano nei limiti prescritti. Insomma, due controlli che vanno nella stessa direzione.
Né Apple né il Tamil Nadu Pollution Control Board hanno voluto rilasciare commenti sulla faccenda. Ma da quanto si può ricostruire, la questione appare ormai risolta e lo stabilimento può continuare a lavorare senza l’ombra di una sospensione che, fino a poco tempo fa, sembrava una possibilità concreta.