Supergirl arriva nelle sale con un carico di aspettative e un accoglienza tutt’altro che entusiasta, ma proprio quando le stroncature sembravano prendere il sopravvento è spuntata una difesa che vale più di mille recensioni. A prendere le parti del film è stata Helen Slater, la Supergirl originale, quella che negli anni Ottanta indossò per prima il mantello della cugina di Superman. Le sue parole hanno un peso simbolico non da poco, soprattutto in un momento in cui il pubblico e la critica non sono stati esattamente generosi.
La nuova pellicola targata DC non è stata accolta a braccia aperte. Basta scorrere i commenti lasciati dagli utenti su Letterboxd per capire l’aria che tira. C’è chi la definisce “irrilevante”, chi “divertente ma generica” e chi la liquida come l’ennesimo film di un genere ormai saturo, di quelli che si dimenticano il giorno dopo. Il risultato è che si è trasformata nel secondo peggior debutto nella storia recente dello studio.
Numeri deludenti al botteghino
Il film diretto da Craig Gillespie ha incassato 62,6 milioni di dollari in tutto il mondo nel suo primo fine settimana, che tradotti in euro fanno circa 58 milioni. Una cifra bassa, senza giri di parole. Per ora non ha ancora superato Blue Beetle del 2023, che nell’intero percorso in sala si fermò a 130,7 milioni di dollari, ovvero attorno ai 121 milioni di euro. E qui c’è un dettaglio curioso, perché quel titolo alla fine raccolse critiche piuttosto buone, specialmente dal pubblico.
Lo studio ora si prepara al peggio. Se non arriva un piccolo miracolo, la perdita stimata potrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di dollari, cioè quasi 93 milioni di euro. Un buco importante, anche se il percorso del film nelle sale non è ancora concluso e qualcosa potrebbe ancora cambiare nelle prossime settimane.
La benedizione di Helen Slater
In mezzo a questa ondata di giudizi tiepidi è arrivata una voce autorevole, quella di Helen Slater. In una dichiarazione, l’attrice non ha avuto alcuna esitazione. Ha raccontato di aver adorato il nuovo film e di aver trovato Milly Alcock semplicemente straordinaria. Le parole usate sono state chiare, “feroce, forte e con un grande senso dell’umorismo”. Un endorsement che, arrivando proprio da lei, ha tutt’altro sapore.
Slater conquistò il ruolo della supereroina passando attraverso un casting a cui parteciparono centinaia di attrici. Tra le escluse ci furono nomi importanti come Demi Moore e Brooke Shields, scartate perché la produzione voleva un volto ancora sconosciuto al grande pubblico. Una giovanissima Slater, appena diciottenne, ricevette circa 70.000 euro, per girare tre film e diede il via alla sua avventura.
Prima di entrare nel personaggio dovette affrontare quattro mesi di allenamento fisico intenso, mettendo su sette chili di muscoli con esercizi al trampolino, scherma, equitazione e altre attività. “L’allenamento al trampolino è stato una follia. Ho imparato a fare i salti all’indietro, e poi c’è il balletto aereo nel film di Supergirl, che abbiamo provato tantissimo”, ha ricordato.
Che fine ha fatto la Supergirl originale
Dopo il debutto come Supergirl, l’attrice ha portato in scena diverse opere teatrali Off Broadway e ha continuato ad apparire in film e serie di ogni tipo, con ruoli più o meno centrali. Nel 2003 si è lanciata nella musica pubblicando l’album One of These Days, dove metteva insieme voce e pianoforte con l’accompagnamento di sei musicisti. Da allora sono arrivati altri cinque dischi, due dei quali dedicati ai bambini.
Sul piano personale è sposata con Robert Watzke, editor, sceneggiatore, regista, attore e insegnante che ha fondato il collettivo Turbine Arts a Los Angeles, dedicato a esplorare la creatività senza scopo di lucro. I due hanno una figlia, Hannah Watzke, che ha seguito le orme dei genitori lavorando come comica, attrice e sceneggiatrice.