I Superchargeurs Tesla da 500 kW arrivano finalmente in Europa, e a fare da apripista a questa nuova generazione di ricarica è la Norvegia, dove è stato installato il primo esemplare. Per chi guida un’auto elettrica e ha imparato a conoscere i tempi di sosta alle colonnine, si tratta di un passo avanti che cambia parecchio le carte in tavola. Fino a oggi i Supercharger del marchio si fermavano a 250 kW, una potenza già rispettabile ma ormai superata da diversi concorrenti che spingevano molto più in alto. Con il debutto della rete da 500 kW la musica cambia. La potenza raddoppia, e questo significa, in parole povere, meno minuti passati ad aspettare accanto alla propria auto elettrica mentre la batteria si riempie.
La scelta della Norvegia come primo Paese non è casuale. Si tratta di uno dei mercati più maturi al mondo per la mobilità elettrica, dove le vetture a batteria sono ormai la norma più che l’eccezione. Partire da lì, insomma, ha una sua logica: tanti veicoli in circolazione, tanta richiesta di ricarica veloce e un terreno già pronto ad accogliere infrastrutture di questo tipo.
I cambiamenti per la ricarica
Il vantaggio più concreto di questi nuovi Supercharger Tesla riguarda il tempo. Una potenza più elevata permette di recuperare autonomia in una manciata di minuti, avvicinando l’esperienza della ricarica a quella di un pieno di benzina. Ovviamente molto dipende anche dalle capacità della singola vettura, perché non tutte le auto sono in grado di sfruttare appieno una potenza così alta, ma la direzione è chiara.
L’arrivo di queste colonnine segna anche un cambio di passo per la rete di Tesla nel suo complesso. Per anni i Supercharger sono stati considerati un punto di forza del marchio, affidabili e ben distribuiti, ma sul fronte della potenza pura erano rimasti un po’ indietro rispetto ad altri operatori. Con i 500 kW il distacco si colma, e l’infrastruttura torna competitiva anche da questo punto di vista.
Resta da capire con quale ritmo questi nuovi Superchargeurs da 500 kW verranno distribuiti nel resto d’Europa. La Norvegia ha aperto la strada, ma l’interesse di chi guida un’elettrica è capire quando toccherà agli altri mercati, Italia compresa. Per ora il segnale è positivo: la tecnologia c’è, è già installata e funzionante, e il percorso verso una ricarica sempre più rapida ha imboccato una nuova fase.