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Le supercar del futuro sembrano muoversi lungo due strade ben distinte. Da una parte ci sono automobili dalle forme sinuose e muscolose, quasi scolpite dal vento, dall’altra carrozzerie essenziali fatte di superfici tese e volumi geometrici, capaci di evocare un domani ancora tutto da immaginare. Porsche Mission S, Alfa Romeo Cuorerosso, Audi Nuvolari e Jaguar Type 01 raccontano bene questo bivio, con designer che cercano in modi diversi di trasformare in immagine la potenza e la velocità. È una ricerca in cui la tradizione delle grandi sportive incontra nuove architetture meccaniche, motori elettrificati e soluzioni aerodinamiche sempre più sofisticate.
Curve scolpite e carrozzerie che sembrano vive
La Porsche Mission S è ancora una concept car, eppure reinterpreta le sportive storiche del marchio con una carrozzeria sinuosa, quasi acquattata sulle grandi ruote. I parafanghi arrotondati, il padiglione affusolato e le profonde aperture aerodinamiche creano un continuo gioco di pieni e vuoti che culmina nell’alettone posteriore avvolgente.
Sulla stessa lunghezza d’onda si muove l’Alfa Romeo Cuorerosso, con volumi modellati come un’unica superficie continua. Indicata come paradigma dei futuri modelli del Biscione, è in realtà una vettura a 4 porte bassissima, pensata come una scultura aerodinamica appoggiata sulle ruote. Le rotondità richiamano Scaglione e molte Alfa Romeo del passato, ma le citazioni non diventano mai una copia fedele perché l’intenzione dichiarata è quella di proporre un esempio di modernità sportiva.
Con la Bugatti Tourbillon, hypercar dalle prestazioni estreme, si entra nel pieno di un linguaggio fatto di rotondità e linee morbide. Qui l’aerodinamica si fonde con forme muscolose e avvolgenti, mentre le caratteristiche linee ad arco tornano ovunque, dalla calandra a ferro di cavallo fino alla grande linea a C che disegna la fiancata.
Da Brovarone a Gandini, due scuole con radici lontane
Nessuna delle due tendenze nasce dal nulla. Le Ferrari firmate Pininfarina e disegnate da Aldo Brovarone o Leonardo Fioravanti, così come alcune meraviglie di Franco Scaglione, raccontavano spesso la velocità attraverso superfici fluide e proporzioni armoniose. La Dino Berlinetta Speciale del 1965, opera di Brovarone, è il manifesto di questa filosofia e ha ispirato molte delle Ferrari arrivate dopo. Oltre a un equilibrio generale praticamente perfetto, colpiscono le curve dei parafanghi e l’andamento morbido del cofano posteriore raccordato all’abitacolo, quasi modellato attorno alla meccanica e a chi siede a bordo.
Negli anni Settanta arrivarono invece le geometrie di Marcello Gandini, con la Lamborghini Countach e le sportive a cuneo. Sulla Countach le linee tese vengono portate all’estremo, in un corpo vettura bassissimo dal profilo ad arco molto ribassato, ancora più evidente nella prima serie quasi priva di appendici aerodinamiche. William Towns portò poi questo stile persino su una berlina di lusso come la Aston Martin Lagonda. Forme basse, superfici piatte e spigoli netti diventavano così il ritratto di un futuro quasi spaziale.
Linee tese e volumi essenziali per Audi e Jaguar
La nuova Audi Nuvolari riprende proprio questo secondo filone con superfici monolitiche, spigoli definiti e volumi geometrici. Massimo Frascella recupera la tradizionale pulizia formale del marchio e la traduce in un linguaggio asciutto e futuribile, dove ogni elemento funzionale viene integrato nella carrozzeria senza spezzare la continuità delle linee. Le prese d’aria sono incassate nel corpo vettura, l’assenza del lunotto rende la coda ancora più pulita e l’architettura con motore centrale affiancato da tre motori periferici impone proporzioni basse e larghe.
La Jaguar Type 01, che pur essendo una grande GT elettrica non è una supercar in senso classico, spinge l’essenzialità ancora più in là. Il cofano lunghissimo, le fiancate quasi prive di nervature e la coda dalle superfici tese ne fanno un oggetto dall’aspetto quasi architettonico. Le lamiere sono piatte e gli spigoli vivi, le dimensioni importanti, ma l’impostazione interna ricorda più una 2+2 che una grande berlina. Non mancano richiami a proporzioni del passato, anche se l’insieme punta tutto sulla semplicità dei volumi per indicare la strada alle Jaguar che verranno. Le due direzioni stilistiche non coincidono però con scelte meccaniche precise. La Porsche anticipa una nuova architettura a motore centrale, la Nuvolari e la Tourbillon adottano soluzioni ibride, mentre la Jaguar è completamente elettrica.
Fonte: TecnoAndroid


