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Dieci anni fa Pudu era soltanto una delle tante startup nate a Shenzhen, oggi è il primo produttore al mondo di robot di servizio commerciali. Il dato che colpisce di più però riguarda la geografia del suo business, perché il mercato più importante per l’azienda cinese non è l’Asia ma l’Europa. Basta questo per capire come mai la società abbia scelto Amsterdam come palcoscenico per mostrare tutto quello che è in grado di fare.
Il messaggio che arriva dalla presentazione olandese è piuttosto netto. I robot cinesi non vengono più proposti come semplici attrazioni capaci di strappare un applauso durante una fiera, ma come strumenti pensati per lavorare e produrre. Si tratta di un cambio di prospettiva che dice molto sulla direzione presa da Pudu, decisa a spingere sul mercato europeo con macchine che abbiano un’utilità concreta e non solo un effetto scenico.
Ad Amsterdam tutta la gamma, dalle pulizie agli umanoidi
Nella capitale dei Paesi Bassi l’azienda ha messo in fila l’intero catalogo, senza lasciare nulla nel cassetto. Si parte dai robot per le pulizie, cioè le macchine più vicine a un impiego quotidiano e già comprensibili per chiunque, e si arriva fino agli umanoidi, la categoria che più di ogni altra accende la curiosità del pubblico e degli addetti ai lavori. Mostrare la gamma completa in un unico evento ha un significato preciso. Pudu vuole presentarsi come un interlocutore capace di coprire esigenze molto diverse tra loro, con prodotti che vanno dalle soluzioni più semplici a quelle più ambiziose. Una vetrina del genere, allestita proprio nel continente che rappresenta il suo primo mercato, conferma quanto il pubblico europeo sia diventato centrale nelle strategie della società nata a Shenzhen.
Del resto il percorso compiuto in un decennio è notevole. Partire come startup e ritrovarsi in cima alla classifica mondiale dei produttori di robot di servizio non è un risultato scontato, soprattutto in un comparto dove la concorrenza non manca. Ed è proprio da questa posizione di forza che il gruppo prova adesso ad allargare la propria presenza nel Vecchio Continente.
Felix Zhang tra ascensori, lavoro e robot in casa
A dare voce alla visione dell’azienda è stato il fondatore Felix Zhang, che durante l’appuntamento olandese ha giocato a tutto campo toccando temi molto diversi fra loro. Il primo riguarda gli ascensori, un aspetto che può sembrare marginale ma che diventa decisivo quando una macchina deve muoversi all’interno di edifici con più piani e non può limitarsi a lavorare su un solo livello.
C’è poi la questione dei posti di lavoro, probabilmente la più delicata quando si parla di automazione. Ogni volta che un robot entra in un’attività commerciale la domanda su cosa succederà alle persone torna puntuale, e il fondatore di Pudu ha scelto di affrontarla apertamente invece di aggirarla.
Infine Zhang ha parlato dei robot in casa, l’ambito che più di tutti incuriosisce il grande pubblico. Finora l’azienda ha costruito il proprio successo nel mondo dei servizi commerciali, e proprio per questo il riferimento all’uso domestico ha attirato l’attenzione di chi segue da vicino l’evoluzione del settore e del marchio di Shenzhen in Europa.
Fonte: TecnoAndroid


