Steam Machine doveva essere il ponte perfetto tra il divano di casa e la potenza del PC gaming, eppure qualcosa nell’equazione non torna. A metterci il carico da novanta ci ha pensato Shuhei Yoshida, storica figura del mondo PlayStation, che davanti a prestazioni e prezzo di questa macchina ha alzato più di un sopracciglio. Il verdetto, per usare parole semplici, è che consigliarla non è affatto facile.
La console pensata da Valve nasce con un’idea chiara in testa, portare tutta l’esperienza del PC gaming direttamente nel salotto, senza rinunciare alle comodità di una console tradizionale. Sulla carta suona benissimo. Peccato che, nel passaggio dalla teoria alla pratica, spuntino fuori un paio di nodi difficili da ignorare.
Prezzo alto e prestazioni che non convincono
Il problema principale, a quanto pare, riguarda proprio le prestazioni messe in campo. Yoshida, che di hardware da gioco ne ha visti passare parecchi in carriera, ha fatto un parallelo che dice tutto, quello con i tempi della vecchia PS4. Un modo diretto per far capire che, sotto il cofano, la sensazione è quella di un salto indietro rispetto a ciò che oggi ci si aspetterebbe da una macchina del genere.
E poi c’è la questione del listino. Steam Machine si presenta con un cartellino piuttosto salato, di quelli che rischiano di far storcere il naso anche ai più curiosi. Il punto delicato è un altro, però. Un prezzo così alto potrebbe diventare un precedente pericoloso, capace di influenzare la prossima generazione di console e di spostare l’asticella dei costi verso l’alto per tutti.
Non è un dettaglio da poco, se ci si pensa. Quando una figura di peso come Yoshida esprime perplessità, il segnale arriva forte e chiaro anche a chi segue il settore da spettatore. La promessa di un gaming da salotto completo resta interessante sulla carta, ma il rapporto tra quello che si paga e quello che si porta a casa fatica a reggere il confronto con le aspettative.
L’ex dirigente ha insomma tracciato una linea netta tra ambizione e risultato concreto. Steam Machine voleva unire due mondi, quello della console e quello del computer da gioco, dando il meglio di entrambi. Il rischio, adesso, è che finisca per convincere solo una fetta ristretta di appassionati, quelli disposti a chiudere un occhio su prezzo e potenza pur di avere tra le mani qualcosa di diverso dal solito.