La sonda New Horizons della NASA si prepara a un traguardo che appartiene a pochissime macchine costruite dall’uomo. Diventerà infatti soltanto il terzo oggetto artificiale capace di lasciare il sistema solare, un confine che potrebbe raggiungere già nel 2029 oppure molto più avanti, verso il 2040. Una forbice temporale ampia, che dice parecchio su quanto sia difficile stabilire con precisione dove finisce davvero il regno del Sole.
New Horizons: un viaggio che continua ben oltre Plutone
Quando si parla di New Horizons, il pensiero corre subito a Plutone. Ed è comprensibile, visto che proprio quel sorvolo ravvicinato ha regalato le immagini più nitide mai ottenute del pianeta nano. Ma la missione non si è fermata lì. La sonda ha continuato a macinare chilometri nello spazio profondo, spingendosi in una regione lontanissima e poco conosciuta, dove la luce del Sole arriva ormai fioca e debole.
Il punto interessante è che questa sonda spaziale si trova ora sulla strada per abbandonare del tutto il sistema solare. Un’impresa riuscita finora soltanto ad altri due veicoli, che hanno aperto la strada verso lo spazio interstellare. Entrare in quel club così esclusivo non è cosa da poco, e New Horizons è a un passo dal farcela.
Perché la data resta così incerta
La grande domanda riguarda il quando. Le stime parlano di un intervallo che va dal 2029 fino al 2040, e la ragione di questa incertezza sta tutta nella natura del confine da attraversare. Il margine del sistema solare non è una linea netta tracciata su una mappa. È piuttosto una zona sfumata, dove il vento solare perde forza e lascia progressivamente spazio all’ambiente interstellare.
Proprio per questo definire il momento esatto del passaggio diventa complicato. Molto dipende dalle condizioni che la sonda incontrerà lungo il tragitto e da come si comporterà quella frontiera invisibile. Se tutto filerà nel modo più favorevole, il traguardo potrebbe arrivare già nel 2029. In caso contrario, l’attesa si allungherà fino a superare la soglia del 2040.
Quel che conta è il valore scientifico di questo percorso. Ogni dato raccolto da New Horizons mentre si avvicina al bordo del sistema solare aiuta a capire meglio come sia fatta questa regione di transizione, un territorio che pochissimi strumenti umani hanno avuto la possibilità di esplorare da vicino. E il fatto stesso che una missione spaziale partita per studiare Plutone finisca per raccontare i confini del nostro vicinato cosmico dice quanto lontano possa spingersi una sonda ben progettata.