C’è un confronto che gira su X e che, diciamolo subito, non ha nessunissimo senso eppure ha conquistato mezzo social. Da una parte la nuova Steam Machine, la macchina da gioco da salotto firmata Valve. Dall’altra un pallet intero di ramen istantanei, per la precisione 2.880 confezioni al gusto pollo. Due acquisti che non dovrebbero proprio finire sulla stessa bilancia, e invece eccoci qui a ragionarci sopra con una buona dose di ironia.
Il giocattolo della discordia è la nuova console di Valve, pensata per portare il gaming da PC direttamente sul televisore di casa. Si appoggia all’ecosistema Steam, quindi niente librerie da reinventare o piattaforme alternative da imparare. Chi ha già una raccolta di giochi sul proprio account se la ritrova lì, pronta all’uso sul divano. Al momento si può mettere in lista di attesa tramite un sistema a coda, il che ha già acceso parecchia curiosità tra chi aspetta novità sul fronte del PC gaming in salotto.
Perché il paragone con il ramen ha fatto presa
Il bello, o forse il assurdo, è proprio nell’accostamento. Mettere a confronto una Steam Machine con quasi tremila confezioni di noodles non serve a stabilire chi vince. Serve a far sorridere, a giocare con l’idea che con la stessa cifra si possa scegliere tra un pezzo di tecnologia e una scorta di cibo che basterebbe per anni. È il tipo di contenuto che su X funziona alla perfezione, perché spinge la gente a schierarsi anche quando la scelta è palesemente paradossale.
C’è chi risponde con tono serissimo, difendendo la propria passione per il gaming da salotto, e chi invece tira fuori la praticità del pasto sempre pronto in dispensa. Il risultato è una di quelle discussioni leggere che si diffondono in fretta, dove l’ironia conta più del merito tecnico. La Steam Machine di Valve diventa così un pretesto, l’occasione per un meme che mescola il mondo del gaming con qualcosa di terra terra come una busta di noodles da scaldare in due minuti.
Dietro la battuta resta comunque un dato concreto. La curiosità attorno alla console di Valve è alta e il sistema a coda per le prenotazioni lo conferma. Che poi qualcuno preferisca davvero riempire la cucina di confezioni di ramen, beh, quello è un altro discorso. Per ora il confronto vive sui social e fa esattamente quello per cui è nato, ovvero strappare un sorriso e alimentare un dibattito tanto inutile quanto irresistibile.