Viaggiare in treno da una capitale europea all’altra come se ci si spostasse in metropolitana, senza pensieri e a velocità folle. È questa la promessa del cosiddetto metro europeo, l’idea che il gruppo danese 21st Europe ha battezzato Starline e che mette Madrid e Barcellona sulla stessa mappa di mezzo continente. Fino a oggi le alternative al volo, tipo l’Interrail, hanno provato a rendere appetibile il trasporto su rotaia, ma diciamoci la verità, davanti alle compagnie low cost che hanno conquistato i cieli del vecchio continente non c’è stata storia.
L’Europa però non molla e continua a cercare soluzioni per un trasporto terrestre all’altezza. Da una parte c’è la visione ambiziosa di Starline, dall’altra un piano molto più concreto messo in campo dall’Unione Europea, che tra l’altro non dimentica zone importanti della Spagna come Andalusia o Galizia.
Il progetto Starline e il sogno delle 39 città collegate
L’idea di 21st Europe è semplice da raccontare e complicatissima da realizzare. Un treno ad alta velocità, capace di toccare i 400 km/h, che colleghi 39 destinazioni europee, soprattutto capitali e snodi strategici. Una velocità superiore a quella dello Shinkansen, il famoso treno proiettile giapponese, che si otterrebbe ottimizzando il tracciato ferroviario, con meno curve secche e meno pendenze.
I numeri fanno girare la testa. Madrid e Barcellona unite in appena 76 minuti, Madrid e Parigi in 158 minuti. Alcune stazioni, come Milano o Berlino, diventerebbero nodi importanti per i cambi, un po’ come succede con certe fermate centrali del metrò, riprendendo proprio il modello delle reti metropolitane urbane.
Secondo quanto spiegato dalla compagnia durante la presentazione dello scorso anno, il tutto è pensato come una rete unica e veloce in cui ogni collegamento, di persone o di merci, è a portata di mano. L’obiettivo sarebbe avere la rete pronta entro il 2040. Qui però arrivano i dubbi. 21st Europe è un think tank, un gruppo di esperti con progetti visionari che per ora restano sulla carta, senza un vero piano concreto dietro. Si vedrà.
La RTE-T, l’alternativa ufficiale dell’Unione Europea
Mettendo da parte i sogni, esiste un progetto che invece è davvero in fase di sviluppo e che si presenta come iniziativa ufficiale dell’Unione Europea, la Rete Transeuropea di Trasporto, in sigla RTE-T. Qui l’obiettivo è rimodellare la rete ferroviaria europea per tappe, fino ad arrivare al 2050.
Le scadenze sono scaglionate. Entro il 2030, quindi in meno di quattro anni, si punta ad avere pronta la rete di base. Per il 2040 questa rete verrà ampliata e per il 2050 dovrebbe essere completamente montata e disponibile nella sua versione globale. In questo caso il focus non è messo sulla velocità pura, visto che la minima sarà di 160 km/h e la massima di 350 km/h. La vera sfida è un’altra, raggiungere una reale interoperabilità europea, una rete abbastanza completa e ben collegata da offrire un’alternativa concreta all’aereo.
Il piano prevede anche infrastrutture nodali e una mappa spagnola molto più connessa, che include zone storicamente trascurate o in svantaggio sul fronte ferroviario, come Estremadura, Andalusia, Murcia, Galizia o Asturie. La RTE-T non ambisce a essere la grande rivoluzione promessa da Starline, ma cerca di avanzare verso un’Europa più collegata e sostenibile. Per ora è questo il progetto che sta andando avanti e su cui si lavora davvero.