Stampa 3D protagonista a Reims, in Francia, dove un palazzo da 12 appartamenti è venuto su in appena 34 giorni. Numeri che fanno girare la testa, soprattutto se messi a confronto con i tempi dell’edilizia tradizionale. Il progetto si chiama ViliaSprint² e parla di edilizia sociale costruita con una tecnologia che, fino a poco tempo fa, sembrava roba da prototipi e fiere di settore.
Un cantiere che corre dieci volte più veloce
La parte interessante sta tutta nel confronto. Trentaquattro giorni di lavoro contro i 303 che servirebbero con i metodi classici. Una differenza enorme, e non è una questione di operai più svelti o di organizzazione migliore: è il metodo a cambiare le carte in tavola. A Reims hanno tirato su tre piani, dodici appartamenti, e l’intera struttura portante è stata realizzata direttamente sul posto da una macchina a controllo digitale.
In pratica la stampante 3D deposita strato su strato il materiale, seguendo un progetto caricato nei suoi sistemi. Niente squadre che montano mattone su mattone, niente lunghe attese tra una fase e l’altra. La macchina lavora secondo le istruzioni e costruisce i muri portanti con una precisione che la mano umana fatica a eguagliare in quei tempi.
Risultati oltre le previsioni
C’è un dettaglio che racconta bene quanto la cosa abbia sorpreso anche chi ci lavorava. All’inizio le stime parlavano di circa 50 giorni per completare la sola fase di stampa. Già un numero notevole, per intenderci. Invece il lavoro si è chiuso in 34 giorni, abbondantemente sotto le aspettative. Quando un cantiere finisce prima del previsto, di solito è perché qualcosa è filato meglio del previsto, e qui pare sia andata proprio così.
Il complesso ViliaSprint² non è un esercizio di stile fine a se stesso. Si tratta di alloggi pensati per l’edilizia sociale, quindi appartamenti destinati a famiglie reali, costruiti con un approccio che potrebbe abbattere costi e tempi di realizzazione su larga scala. Tre piani di abitazioni vere, non un modellino da esposizione, completati con la stampa in loco della struttura.
Il valore di un’operazione del genere sta proprio nella sua replicabilità. Se una macchina riesce a tirare su dodici appartamenti in poco più di un mese, il discorso si sposta su una scala diversa. Pensare a interi quartieri costruiti con questo sistema non è più fantascienza, e la Francia con questo cantiere a Reims ha messo nero su bianco che la tecnologia è già pronta per il mondo reale.