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SS United States sarà la più grande barriera artificiale al mondo

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Il SS United States, uno dei transatlantici più leggendari che abbiano mai solcato gli oceani, sta per essere affondato di proposito per trasformarsi nella più grande barriera artificiale del mondo. Per una nave che ha attraversato un’intera epoca è una destinazione decisamente insolita. Anziché finire smontata pezzo per pezzo in un cantiere di demolizione, la storica imbarcazione è destinata a una seconda vita sotto la superficie del mare, dove diventerà la casa di pesci e organismi marini. Una scelta che unisce memoria storica e valore ambientale e che chiude in modo del tutto particolare il percorso di un gigante dei mari.

SS United States: una nave che ha ospitato le star del Novecento

Per capire quanto pesi questa notizia basta scorrere la lista di chi è salito a bordo. Negli anni d’oro del SS United States tra i passeggeri figuravano personaggi come Marilyn Monroe, John Fitzgerald Kennedy, Salvador Dalí e Walt Disney. Nomi che da soli raccontano un pezzo enorme della cultura del secolo scorso, dal cinema alla politica, passando per l’arte e l’intrattenimento. L’idea che l’attrice più iconica di Hollywood, un presidente degli Stati Uniti, il genio del surrealismo e il papà di Topolino abbiano percorso gli stessi corridoi e gli stessi ponti dà la misura di cosa abbia rappresentato questa nave.

Non si trattava semplicemente di un mezzo di trasporto. Per chi poteva permetterselo, attraversare l’oceano a bordo di un transatlantico di questo calibro significava vivere un’esperienza esclusiva, fatta di eleganza e di incontri con il bel mondo dell’epoca. Ed è proprio per questo che il destino del SS United States colpisce così tanto. La nave che un tempo accoglieva star e capi di Stato si prepara a ospitare un tipo di passeggero completamente diverso.

Da gigante del mare a scogliera sommersa

L’affondamento non sarà un incidente ma un’operazione voluta e pianificata. Il progetto prevede infatti che lo scafo venga adagiato sul fondale per dare vita alla barriera artificiale più estesa del pianeta. Il principio alla base di questo tipo di intervento è piuttosto semplice da spiegare. Una grande struttura immersa offre superfici e rifugi su cui nel tempo possono attecchire alghe, coralli e altri organismi, che a loro volta attirano pesci e fauna marina. Quello che era un relitto diventa così un vero e proprio ecosistema.

Nel caso del SS United States le dimensioni giocano un ruolo decisivo. È proprio la mole della nave a renderla candidata al titolo di scogliera artificiale più grande al mondo, un primato che trasforma un pezzo di storia della navigazione in un habitat sottomarino di proporzioni eccezionali. I ponti percorsi un tempo da Marilyn Monroe e dagli altri illustri viaggiatori saranno popolati da pesci e creature degli abissi.

C’è qualcosa di poetico in questo passaggio di consegne, anche se l’operazione ha soprattutto una funzione molto concreta. Le barriere artificiali vengono realizzate proprio per favorire la vita marina in aree dove il fondale offre pochi appigli naturali. Il relitto del SS United States si prepara quindi a cambiare pelle una volta per tutte, passando dalle rotte oceaniche che lo hanno reso celebre al silenzio del fondo del mare, dove diventerà la più grande barriera artificiale del mondo.

Fonte: TecnoAndroid

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