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La carenza di memorie non è destinata a sparire a breve, almeno secondo SK Hynix. Il colosso dei semiconduttori si aspetta infatti che la scarsità di chip di memoria sul mercato prosegua almeno fino al 2030, un orizzonte decisamente lungo per un settore abituato a cicli che alternano fasi di abbondanza e momenti di penuria. E non si tratta di una previsione buttata lì per caso, perché l’azienda ha già messo nero su bianco una parte consistente della produzione dei prossimi anni.
Il dato più interessante riguarda proprio la capacità produttiva futura. SK Hynix ha firmato accordi a lungo termine con 14 grandi acquirenti e questi contratti coprono oltre il 50% della produzione prevista per il 2027 e il 2028. Detto in altre parole, più della metà dei chip che usciranno dalle sue fabbriche in quel biennio ha già un destinatario preciso. Una situazione che racconta bene quanto sia forte la pressione sul lato della domanda.
Perché i contratti pluriennali contano così tanto
Quando un produttore riesce a vincolare una quota così ampia della propria offerta con uno o due anni di anticipo, il messaggio per il mercato è piuttosto chiaro. I clienti più grandi preferiscono assicurarsi forniture certe piuttosto che rischiare di restare senza componenti nel momento sbagliato. Per SK Hynix questo significa avere una visibilità rara sui ricavi futuri, mentre per i grandi acquirenti vuol dire mettersi al riparo dalle oscillazioni che di solito accompagnano i periodi di scarsità.
C’è però un rovescio della medaglia, che si capisce facendo due conti. Se oltre la metà della produzione del 2027 e del 2028 è già impegnata con quattordici clienti, ciò che resta disponibile per tutti gli altri è inevitabilmente meno della metà. Chi non ha sottoscritto intese di questo tipo si troverà quindi a contendersi una fetta più ridotta della torta, in un contesto in cui la domanda di memorie continua a superare l’offerta.
Anche il numero dei clienti coinvolti merita attenzione. Quattordici acquirenti di primo piano che si spartiscono più della metà della produzione di due anni interi danno l’idea di una concentrazione notevole. Non si tratta di piccoli ordini sparsi qua e là ma di accordi pluriennali con soggetti in grado di assicurare volumi importanti e continuità nel tempo.
Un orizzonte che arriva fino al 2030
La previsione dell’azienda guarda oltre il biennio coperto dai contratti. Il fatto che la scarsità di memorie venga indicata come persistente almeno fino al 2030 fa capire che il produttore non si aspetta un riequilibrio rapido tra quanto il mercato richiede e quanto le linee produttive riescono a sfornare. Quel “almeno” pesa parecchio, perché fissa il 2030 come soglia minima e non come data di scadenza della fase di tensione.
Per le aziende che dipendono dai chip di memoria il quadro è quello di un fornitore che ha già assegnato gran parte della propria capacità ai clienti più importanti. Gli accordi con i 14 acquirenti valgono oltre il 50% della produzione di SK Hynix nel 2027 e nel 2028, mentre la carenza di memorie è attesa dalla stessa azienda almeno fino al 2030.
Fonte: TecnoAndroid


