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Sony interrompe la produzione dei supporti fisici
Introdotti sul mercato nel 2006, i Blu-ray rappresentarono una svolta importante nella qualità audiovisiva domestica. I supporti fisici, oltre alla loro funzione di intrattenimento, rappresentano un metodo di archiviazione duraturo e affidabile. A differenza dei dischi rigidi o dei server, che necessitano di manutenzione continua e migrazione dei dati, un Blu-ray può conservare informazioni intatte per decenni. Ciò a patto che sia conservato nel modo corretto.
Ciò li ha resi strumenti preziosi per archiviazioni a lungo termine, sia per uso personale che professionale. Eppure, il loro successo fu presto messo in discussione dall’ascesa dello streaming. Tale opzione, con la sua comodità e accessibilità, ha progressivamente reso marginale il mercato dei supporti fisici. Considerando tale scenario, l’annuncio di Sony non sorprende.
È importante sottolineare che, nonostante la chiusura delle linee di produzione, altre aziende stanno cercando di innovare tale settore. Per farlo stanno esplorando soluzioni come Blu-ray ultra-resistenti. O anche tecnologie più avanzate come il vetro archivistico. Quest’ultimo è capace di conservare dati per millenni. Tali tecnologie, però, si riferiscono soprattutto a specifiche sezioni di mercato. Nel frattempo, il grande pubblico si allontana sempre più dai supporti fisici.
Quanto dichiarato da Sony è un esempio concreto dell’avanzare del progresso tecnologico. La decisione dell’azienda è un chiaro segnale della direzione che il mercato sta prendendo. Si sta delineando un futuro in cui il digitale e le piattaforme streaming dominano.










