Chi ha seguito Smallville lo sa bene, il costume rosso e blu di Superman è apparso soltanto una volta, e per giunta alla fine di un percorso durato anni. Una scelta insolita per una serie costruita interamente attorno all’Uomo d’Acciaio, eppure decisamente coerente con lo spirito del progetto. Perché il punto non era mai stato l’eroe già formato, quanto piuttosto il ragazzo destinato a diventarlo.
La produzione ha preferito raccontare la crescita del protagonista, il suo lento avvicinarsi a un destino che sembrava sempre a un passo. Tom Welling, che nella serie interpretava un giovane Clark Kent, ha vestito quel completo iconico solo nel gran finale, quasi come premio conquistato dopo tutta la strada percorsa. Non prima. Mai prima.
Molti spettatori, del resto, faticano perfino a ricordarlo con addosso quel costume. Nella memoria collettiva resta più che altro qualche fanart di un Superman adulto, immaginato piuttosto che visto davvero sullo schermo. E in fondo era proprio questo l’obiettivo, tenere il mito sospeso, lasciarlo intravedere senza mostrarlo del tutto.
L’identità prima del simbolo
Il cuore di Smallville è sempre stato l’identità del giovane protagonista, le sue insicurezze, i rapporti familiari, il peso di poteri difficili da gestire. Tutto ruotava attorno a chi fosse Clark, non a chi sarebbe diventato. E rimandare l’apparizione del costume serviva esattamente a questo, spostare l’attenzione dal simbolo alla persona.
Concentrarsi sulla crescita ha permesso alla serie di distinguersi dalle tante versioni cinematografiche già viste. Niente costume sfoggiato in ogni episodio, niente eroe pronto all’uso. Solo un ragazzo che, puntata dopo puntata, imparava a fare i conti con se stesso e con ciò che il mondo si aspettava da lui.
Quella singola apparizione del completo rosso e blu, arrivata solo alla conclusione, ha così assunto un valore particolare. Un momento atteso a lungo, caricato di significato proprio perché negato per tutto il resto del racconto. La trasformazione finale di Clark Kent in Superman diventava il compimento naturale di un viaggio, non un semplice effetto scenico.
Ed è forse per questo che Tom Welling resta legato all’immagine del ragazzo di Smallville più che a quella dell’eroe in costume. La serie ha voluto raccontare l’attesa, la formazione, il momento appena precedente alla leggenda. Il costume, alla fine, è arrivato una volta soltanto, ma è bastato a chiudere il cerchio.