Shôgun è la serie che chiunque cerchi qualcosa da guardare tra un episodio e l’altro de House of the Dragon dovrebbe davvero mettere in cima alla lista. Ambientata in un Giappone lontano e affascinante, questa produzione riesce a catturare quella stessa atmosfera densa e piena di tensione che ha reso Il Trono di Spade un fenomeno globale. E per chi ha passato anni a cercare qualcosa che gli somigliasse davvero, ecco un candidato serio.
Le lotte di potere, le scene di combattimento curate fin nel minimo dettaglio, le decisioni strategiche prese dopo conversazioni cariche di tensione. Se la serie tratta dai romanzi di George R.R. Martin è diventata quello che è stato, il merito va a un mondo costruito con una precisione quasi ossessiva, capace di trascinare lo spettatore dentro Westeros e di non farlo più uscire. Stagione dopo stagione, tra tradimenti e coltellate alle spalle che quasi nessuno aveva previsto, quella magia è cresciuta. L’ultima stagione avrà pure i suoi detrattori, però quanto ci si è divertiti finché è durata.
Perché Shôgun colpisce nel segno
In questi giorni è in onda la terza stagione de House of the Dragon e per quanto stia recuperando il meglio di quel racconto originale, deve ancora lavorare parecchio per raggiungere lo stesso livello. E se si parla de Il cavaliere dei sette regni, era una produzione simpatica e godibile, ma non offriva certo quella tensione che rendeva così coinvolgente il lavoro con protagonisti Kit Harington ed Emilia Clarke.
Fuori dall’universo dei draghi, però, c’è una serie che mette insieme quasi tutti gli ingredienti giusti, e magari è sfuggita a molti. Parliamo appunto di Shôgun, un dramma storico che racconta lo scontro tra due uomini ambiziosi provenienti da mondi diversi, un marinaio inglese e un potente daimyo. Si trova su Disney+. La serie ha debuttato nel 2024 e fin da subito ha raccolto ottime recensioni. Anzi, ha fatto incetta di riconoscimenti nella stagione dei premi tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
Una trama nel Giappone feudale del 1600
La storia di Shôgun è ambientata nel Giappone feudale dell’anno 1600, proprio alle porte di una sanguinosa guerra civile che avrebbe finito per definire un intero secolo. Al centro c’è Lord Yoshii Toranaga, un leader giapponese che lotta per mantenere e conquistare il potere mentre viene messo alle strette da un Consiglio di Reggenti che lo ha tradito. In questo scenario difficile e pericoloso, Toranaga trova uno spiraglio di speranza con l’arrivo di John Blackthorne, un capitano inglese che custodisce un segreto capace di dargli un vantaggio decisivo sugli avversari. Per comunicare e collaborare, i due protagonisti possono contare sull’aiuto prezioso di Toda Mariko, una traduttrice e ultima superstite di una stirpe caduta in disgrazia.
Oltre al conflitto bellico centrale, la serie scava anche nelle complesse dinamiche di potere e negli intrighi politici che si crearono in quell’epoca tra i mercanti portoghesi e i sacerdoti gesuiti. Questa produzione di dieci episodi adatta il celebre romanzo di James Clavell e vanta un rinomato cast giapponese che include Tadanobu Asano, Hiroto Kanai, Takehiro Hira, Tokuma Nishioka e Fumi Nikaido. Accanto a loro figurano Cosmo Jarvis, Hiroyuki Sanada e Masataka Kubota.
Persino George R.R. Martin le ha dato la sua benedizione. All’inizio diffidente, trattandosi di un nuovo adattamento del romanzo di Clavell, poi si è arreso al suo fascino. La nuova Shôgun è magnifica, ha scritto sul suo blog, aggiungendo che l’autore l’avrebbe apprezzata. Sia gli sceneggiatori vecchi che quelli nuovi hanno onorato il materiale originale e ci hanno regalato adattamenti fantastici, resistendo alla tentazione di renderlo qualcosa di proprio.