Restare seduti troppo a lungo fa male, questo lo sapevamo già. Ma il sedentarismo prolungato, quello che ci inchioda alla sedia per ore senza mai staccare, potrebbe avere conseguenze ancora più serie di quanto immaginato. Un nuovo studio suggerisce infatti che stare seduti o sdraiati, senza dormire, per periodi ininterrotti superiori ai 30 minuti si associa a un rischio maggiore di cancro. Non è poco, considerando quanti passano gran parte della giornata davanti a uno schermo.
Il legame tra salute e mancanza di movimento è tra i temi più studiati oggi. Diverse ricerche hanno già mostrato che l’inattività riduce dell’1% la funzione vascolare e aumenta del 13% la probabilità di un infarto. Anche la perdita di massa muscolare pesa, tanto da influire sul rischio di demenza. Il problema è che per milioni di persone stare sedute per ore fa semplicemente parte del lavoro, e questo espone a diverse patologie, cancro compreso.
Cosa dice davvero lo studio
La letteratura scientifica indica da tempo che alzare i livelli di attività fisica può ridurre il rischio di morte legato a vari tipi di tumore. Quello che si sapeva poco, invece, era se contasse anche il modo in cui i periodi di inattività si accumulano nell’arco della giornata. Per rispondere a questa domanda un gruppo di ricercatori dell’Università di Glasgow ha condotto uno studio osservazionale, cercando di capire se i periodi prolungati e ininterrotti di comportamento sedentario si comportano in modo diverso rispetto al rischio di ammalarsi.
Per una settimana gli scienziati hanno analizzato riposo e movimento di oltre 91.000 persone nel Regno Unito, usando un accelerometro, cioè un piccolo dispositivo capace di registrare i movimenti del corpo. Poi hanno seguito i partecipanti per circa 12 anni, per vedere quanti sviluppavano un tumore o morivano a causa della malattia. Grazie a modelli statistici e a sistemi di intelligenza artificiale, il team è riuscito a distinguere i lunghi periodi di sedentarietà da quelli con attività leggera o moderata, tenendo conto anche di età, fumo, alcol, alimentazione e altre malattie.
I risultati parlano chiaro. Restare seduti o sdraiati per più di 30 minuti di fila si associa a un rischio più alto di morte per cancro. Nel dettaglio, ogni ora aggiuntiva di sedentarietà prolungata si è tradotta in un aumento del 10% della probabilità di morire per questa malattia. “I nostri dati dimostrano che stare seduti per più di 30 minuti di seguito è particolarmente legato a un rischio maggiore di cancro. La buona notizia è che interrompere quel tempo con qualcosa di semplice come una breve passeggiata potrebbe proteggerci”, ha spiegato Frederick Ho, ricercatore dell’Università di Glasgow e autore principale dello studio.
Lavare i piatti o stirare può aiutare
Lo studio, pubblicato questo mese sulla rivista PLOS Medicine, suggerisce anche che sostituire un’ora al giorno di sedentarietà con attività fisica leggera, come camminare piano o fare le faccende domestiche tipo stirare o lavare i piatti, si è associato a una riduzione del 12% del rischio di morire per cancro. Rimpiazzare 30 minuti di inattività con una camminata a passo normale abbasserebbe quel rischio dell’8%, mentre cambiare cinque minuti di sedentarietà con cinque minuti di attività fisica intensa al giorno si è collegato a una riduzione fino al 22%.
Gli autori sostengono che il rischio non dipende solo dal tempo totale trascorso seduti, ma anche da come quel tempo si distribuisce. “Il sedentarismo prolungato, ma non quello interrotto, si è associato a un rischio maggiore di diversi tipi di cancro. Sostituire i periodi lunghi di inattività con attività fisica si è collegato a un rischio minore di sviluppare la malattia”, precisano i ricercatori.
Gli stessi specialisti riconoscono qualche limite. Trattandosi di una ricerca osservazionale, i risultati non provano un rapporto diretto di causa ed effetto. E il livello di attività è stato monitorato solo per una settimana, quindi i dati potrebbero non riflettere del tutto le abitudini a lungo termine dei partecipanti. Nonostante questo, i ricercatori ritengono che i loro risultati rafforzino l’idea che gli effetti del sedentarismo si possano contrastare anche con movimenti leggeri e interruzioni frequenti, una strategia che potrebbe aprire la strada a piani più pratici e personalizzati per ridurre il rischio di cancro.