Il tweet dell’addio ai dischi di Sony ha collezionato più visualizzazioni dei filmati che hanno annunciato uno dei videogiochi più attesi di sempre. La notizia risale a circa una settimana fa, quando l’azienda giapponese ha comunicato che dal 2028 non produrrà più dischi per i nuovi titoli e che gli store di PS3 e PS Vita chiuderanno i battenti il prossimo anno. Roba grossa, insomma. Ma quanto grossa davvero? I numeri parlano chiaro e raccontano una storia curiosa.
Il post pubblicato su PlayStation attraverso Twitter ha raggiunto 167,1 milioni di visualizzazioni al momento della scrittura. Un dato che assume tutto il suo peso solo se messo accanto a un altro fenomeno mediatico enorme, quello di GTA 6. Il trailer numero 1, uscito nel 2023 e da allora online, si è fermato a 125,5 milioni di riproduzioni. Il secondo, arrivato nel 2025, ha toccato quota 160,6 milioni. Entrambi battuti, quindi, da un semplice comunicato sul destino del formato fisico.
Like, risposte e quel confronto che fa riflettere
Guardando oltre le visualizzazioni, però, il quadro cambia parecchio. Il tweet di PlayStation ha raccolto 64.000 Mi Piace. Sembra tanto, finché non si mettono sul piatto il milione di apprezzamenti del Trailer 1 di GTA 6 e gli 895.000 del secondo trailer. Su questo fronte il divario è netto e ribalta completamente la percezione iniziale.
C’è poi il capitolo delle risposte, che dice molto sul tipo di reazione scatenata. Il messaggio di Sony ha ricevuto oltre 100.000 commenti, contro i 33.000 e i 36.000 raccolti dai post di Rockstar. La spiegazione è abbastanza intuitiva. Una reazione negativa tende a essere più rumorosa, più immediata, più partecipata di una positiva. E l’addio ai dischi ha evidentemente toccato un nervo scoperto tra chi tiene al formato fisico.
Va aggiunto un dettaglio non da poco. I trailer di GTA 6 hanno viaggiato anche su altre piattaforme, da YouTube in giù, disperdendo così parte del loro pubblico. Il comunicato di Sony, invece, è stato visto soprattutto direttamente sui social media, e questo ha concentrato l’attenzione su un singolo post. Un fattore che aiuta a spiegare, almeno in parte, quei numeri così alti. Nel frattempo qualcuno ha già preso carta e penna, o meglio tastiera. È partita una petizione rivolta all’azienda per convincerla a non abbandonare il supporto fisico, sintetizzata da uno slogan diretto, quello di non uccidere i dischi. Un segnale che una fetta di pubblico non ha nessuna intenzione di lasciar andare il vecchio caro disco senza combattere.