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Samsung, utile stimato record di 69 miliardi con le memorie AI

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Samsung si prepara a chiudere il terzo trimestre con un utile operativo stimato in 107.400 miliardi di won, pari a circa 69 miliardi di euro, una cifra che nessuna azienda tecnologica aveva mai toccato prima. Dodici mesi fa il colosso sudcoreano si era fermato a 12.170 miliardi di won, quindi il balzo è di quasi nove volte. Se le stime preliminari verranno confermate, sarà la prima volta in assoluto che un gruppo del settore supera la soglia dei 100.000 miliardi di won di profitti operativi in soli tre mesi.

Gli analisti avevano già messo in conto numeri molto alti. Le previsioni raccolte sul mercato indicavano un risultato di 106.100 miliardi di won, appena sotto quanto comunicato dall’azienda. Anche il fatturato dovrebbe più che raddoppiare e arrivare a 195.000 miliardi di won contro gli 86.060 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. In caso di conferma si tratterebbe del quarto trimestre consecutivo chiuso con un utile da primato.

Le memorie per l’intelligenza artificiale trainano i conti

Dietro questa crescita c’è soprattutto il comparto delle memorie, sempre più ricercate man mano che aumentano gli investimenti nell’intelligenza artificiale. I grandi nomi della tecnologia stanno allargando i propri data center e acquistano componenti in quantità enormi, al punto che i produttori faticano a evadere tutti gli ordini. I chip DRAM e NAND hanno subito rincari consistenti e nel frattempo il gruppo sta spingendo anche sulle forniture di HBM, le memorie impiegate negli acceleratori per l’AI.

Proprio su questo fronte SK Hynix conserva ancora un certo vantaggio, anche se il produttore di Suwon sta accorciando le distanze. Secondo l’analista Douglas Kim nel terzo trimestre le spedizioni di HBM, misurate in bit, sarebbero aumentate di quasi il 50% rispetto ai tre mesi precedenti.

Per Samsung e Micron la carenza di memorie potrebbe protrarsi fino al 2028. Questo però non significa che i prezzi continueranno a correre allo stesso ritmo. Per le DRAM tradizionali le previsioni parlano di aumenti compresi tra il 10 e il 15% nel quarto trimestre, dopo i rincari di circa il 60% osservati nel secondo. A cambiare lo scenario potrebbero contribuire anche i produttori cinesi, sempre più presenti sul mercato, oppure una frenata degli investimenti nei sistemi di intelligenza artificiale.

Smartphone e foundry in perdita, la Borsa resta prudente

Esiste poi un rovescio della medaglia che riguarda da vicino la stessa Samsung. Le memorie più care gonfiano i guadagni della divisione semiconduttori ma fanno lievitare i costi per chi produce smartphone e altri dispositivi elettronici. Anche il gruppo sudcoreano deve fare i conti con questi rincari e secondo alcuni analisti la divisione mobile avrebbe registrato una perdita superiore a 850 milioni di euro, più pesante del previsto. In rosso resterebbe anche la divisione foundry, che si occupa della produzione di chip per conto di altre aziende. Gli impianti non lavorano ancora a pieno regime e i costi fissi rimangono elevati.

Sulla carta i risultati sono quindi decisamente positivi, almeno stando alle stime, eppure in Borsa il titolo ha perso oltre il 25% rispetto ai massimi toccati a giugno. Gli investitori nutrono qualche dubbio sulla durata di questa fase favorevole, anche perché la corsa dei profitti potrebbe iniziare a rallentare. Per il quarto trimestre gli analisti prevedono una crescita dell’utile operativo dell’8,2% rispetto al periodo precedente, dopo il 20% stimato tra luglio e settembre. Pesa inoltre il rafforzamento del won sudcoreano, che riduce il valore dei ricavi incassati in dollari una volta convertiti nella moneta locale.

Fonte: TecnoAndroid

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