I prossimi pieghevoli di Samsung potrebbero costare meno del previsto, e il merito sarebbe di una strategia tutt’altro che scontata. Di fronte all’impennata dei prezzi dei chip di memoria, l’azienda sudcoreana avrebbe deciso di mettere mano ai costi da un’altra parte, ossia diversificando i fornitori che si occupano dei moduli fotografici. È un dettaglio che passa facilmente inosservato, eppure incide parecchio sul prezzo finale degli smartphone.
Secondo quanto riportato dalla stampa sudcoreana, il numero di aziende coinvolte quest’anno sarebbe il più alto di sempre. Una scelta che ha una doppia logica. Da un lato permette di tenere a bada le spese, dall’altro abbassa il rischio di restare a corto di pezzi, una preoccupazione concreta quando si dipende da pochi partner. Più fornitori, insomma, significa più margine di manovra e meno colli di bottiglia nella produzione.
Cosa aspettarsi dai Galaxy Z Fold 8 e Z Flip
La gamma di pieghevoli che arriverà nei prossimi mesi si annuncia piuttosto articolata. Il Galaxy Z Fold 8 Ultra sarà l’erede diretto dell’attuale Z Fold 7, quindi il modello di punta su cui Samsung concentrerà il meglio della propria tecnologia. Accanto a lui ci sarà il Z Fold 8 nella versione base, che però base non sembra affatto. Questo modello adotterà il formato cosiddetto wide, ispirato in modo abbastanza esplicito al primo pieghevole di Apple, quel iPhone Ultra il cui debutto è atteso per ottobre.
C’è poi un altro tassello che per ora resta avvolto nel mistero. Samsung dovrebbe lanciare anche un Z Flip 8 FE, con ogni probabilità più avanti nel corso dell’anno. Su questo modello le informazioni scarseggiano e bisognerà avere pazienza prima di scoprire qualcosa di concreto.
Come funzionano davvero i moduli fotografici
Vale la pena chiarire un punto che spesso genera confusione. Quando si parla di moduli fotografici si intende l’insieme di sensore, obiettivo e tutta quella struttura con la relativa elettronica che permette al sistema di funzionare. È un piccolo ecosistema in cui ogni componente ha un suo ruolo preciso.
I fornitori che Samsung sta moltiplicando si occupano per lo più della struttura e dell’elettronica, in alcuni casi anche degli obiettivi. I sensori veri e propri, invece, arrivano da tutt’altre aziende. Tra queste figurano nomi pesanti come Sony, OmniVision e la divisione ISOCELL, che è interna a Samsung stessa. Questo significa che il lavoro di assemblaggio finale coinvolge una catena di partner ben più ampia di quanto si possa immaginare, e proprio su quella catena l’azienda sta intervenendo per contenere le spese senza sacrificare la qualità delle fotocamere.