I prezzi dei Samsung Galaxy potrebbero subire un nuovo aumento già dalle prime settimane di giugno, almeno stando a quanto emerge dal mercato greco. Una notizia che, se confermata su scala più ampia, rischia di avere ripercussioni anche sul resto d’Europa e sugli Stati Uniti. E il tempismo non è casuale: l’intero settore della tecnologia consumer sta facendo i conti con un’impennata dei costi di componenti come RAM e storage, divorati dalla domanda crescente legata alle aziende che operano nel campo dell’intelligenza artificiale.
Nuovi rincari in arrivo per i flagship Samsung
Samsung, da questo punto di vista, non fa eccezione. Già la serie Galaxy S26 aveva visto ritocchi verso l’alto dei listini in alcuni mercati, e ora sembra che l’azienda sudcoreana si stia preparando a un secondo giro di aumenti. Dalla prima settimana di giugno, in Grecia, i prezzi di diversi smartphone di fascia alta verranno alzati. A essere coinvolti non saranno soltanto i modelli della serie Galaxy S, ma anche i pieghevoli Galaxy Z Fold 7 e Galaxy Z Flip 7, insieme ai telefoni della linea Galaxy FE.
Parliamo quindi di una manovra che tocca praticamente l’intera gamma flagship di Samsung, dai top di gamma tradizionali ai foldable fino ai modelli pensati per chi cerca un compromesso tra prestazioni e prezzo. Il fatto che gli aumenti riguardino categorie così diverse lascia intendere che il problema sia strutturale, legato ai costi delle materie prime e dei componenti, più che a scelte di posizionamento commerciale su singoli prodotti.
Un segnale per tutto il mercato europeo?
Quello che succede in Grecia potrebbe non restare un caso isolato. Quando un produttore delle dimensioni di Samsung ritocca i listini in un mercato europeo, spesso si tratta di un’anticipazione di ciò che accadrà anche altrove. Galaxy S26, Galaxy Z Fold 7 e Galaxy Z Flip 7 sono dispositivi venduti a livello globale, e le dinamiche di costo che spingono verso l’alto i prezzi dei Samsung Galaxy in un Paese valgono tendenzialmente anche per gli altri.
La pressione esercitata dal settore dell’intelligenza artificiale sulla disponibilità e sul costo di memorie e storage è un fenomeno ben documentato. Le aziende AI stanno assorbendo quantità enormi di questi componenti, creando una competizione feroce con i produttori di smartphone e di altri dispositivi consumer. Il risultato è che chi compra un telefono di fascia alta finisce per pagare, indirettamente, anche la corsa all’AI di colossi tecnologici che operano in tutt’altro ambito.
