Farsi capire durante una telefonata con gli auricolari in una strada trafficata o in un bar affollato è una delle frustrazioni più comuni di chi usa auricolari wireless ogni giorno. Il problema fisico è noto: il microfono di un auricolare si trova molto più lontano dalla bocca rispetto a quello di uno smartphone, rendendo la voce particolarmente esposta al rischio di essere coperta dal rumore ambientale. Samsung ha affrontato questa sfida nei Galaxy Buds4 Pro con un approccio radicalmente diverso dagli auricolari tradizionali: invece di affidarsi a un unico sensore, ha sviluppato una tecnologia Sensor Fusion che combina più input per riconoscere la situazione d’uso e adattarsi dinamicamente all’ambiente.
Tre microfoni e un sensore VPU a conduzione ossea
L’hardware alla base del sistema è composto da quattro elementi distinti che lavorano in sinergia. Due microfoni esterni catturano direttamente la voce insieme ai suoni ambientali. Un terzo microfono interno rileva il parlato trasmesso attraverso il corpo. Un sensore Voice Pickup Unit (VPU) basato sulla conduzione ossea rileva le vibrazioni fisiche della testa quando l’utente parla, un canale completamente separato dal suono aereo, praticamente immune al rumore esterno.
La combinazione di questi quattro input consente all’algoritmo di isolare la voce con una precisione che un singolo microfono non potrebbe mai raggiungere, ricostruendola in modo completo anche quando il rumore circostante supera il volume del parlato.
Deep Neural Network ottimizzata al 10% del carico originale
Il cuore del sistema di riduzione del rumore è un algoritmo Deep Neural Network (DNN) ispirato alla struttura del cervello umano. Il problema di integrare un sistema così potente in un auricolare è computazionale: normalmente richiederebbe risorse di calcolo incompatibili con un dispositivo compatto a batteria. Samsung ha risolto ottimizzando l’algoritmo fino a ridurre il carico di calcolo a circa il 10% rispetto ai requisiti originali e le dimensioni del modello al 30%, mantenendo intatte le prestazioni.
Il risultato pratico è un sistema che analizza dati sonori passati, presenti e predittivi per adattarsi istantaneamente ad ambienti in rapido cambiamento, catturando fino a 16 volte più dettagli vocali rispetto ai modelli precedenti. Ogni elemento del parlato, dai toni più acuti alle consonanti più nette, fino alle sfumature finali delle parole, resta chiaro e comprensibile indipendentemente dal livello di rumore circostante.
Fit leakage e Super Wideband con Galaxy
Galaxy Buds4 Pro affronta anche un problema spesso trascurato: il fit leakage, ovvero le dispersioni sonore causate dai movimenti naturali del corpo che spostano leggermente gli auricolari dall’orecchio. Gli auricolari analizzano continuamente i segnali provenienti dai microfoni interni ed esterni per stimare in tempo reale il livello di dispersione, regolando dinamicamente l’audio per mantenere la chiamata cristallina anche quando la vestibilità cambia durante il movimento.
Quando associati a uno smartphone Galaxy, i Buds4 Pro sfruttano una connessione Super Wideband (SWB) fino a 16 kHz per una voce eccezionalmente ricca e naturale, un’estensione della banda audio che va ben oltre i 8 kHz delle chiamate telefoniche standard.
Test in laboratorio e sul campo
Per validare le prestazioni in condizioni reali, Samsung ha portato il mondo reale in laboratorio con simulatori di vento avanzati basati su registrazioni effettuate in ambienti autentici. I test sul campo hanno coperto caffè affollati, grandi magazzini, stazioni ferroviarie con forte riverbero, passeggiate all’aperto in orario serale e guida con finestrini abbassati, scenari rappresentativi dell’utilizzo quotidiano dove la qualità delle chiamate è più critica.

