Samsung sta preparando un ritorno che pochi si aspettavano, e stavolta punta tutto su un chip pensato per l’intelligenza artificiale sui computer. Il nome in codice è GAIA, un acceleratore hardware che la divisione System LSI dell’azienda coreana starebbe sviluppando lontano dai riflettori. L’ultima volta che il colosso di Seul aveva provato a mettere piede nel mondo dei processori per PC era il 2012, con quei Chromebook basati su Exynos che non lasciarono un gran ricordo. Quattordici anni dopo, la scommessa riparte con basi decisamente più solide.
Stando a quanto emerso dalla testata sudcoreana Chosun, i primi prototipi fisici del silicio sarebbero già arrivati nei laboratori di HP e Lenovo per i test di convalida e i benchmark. Il debutto commerciale è previsto tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, quindi c’è ancora tempo, ma il movimento dietro le quinte è concreto.
Un chip costruito attorno alla memoria
La cosa interessante è che GAIA non nasce per prendere il posto della CPU principale, che sia x86 di Intel e AMD o Arm di Qualcomm. Il ruolo è quello di co-processore, un pezzo di hardware iper specializzato nell’inferenza dei Large Language Models in locale. Realizzato con un processo produttivo della classe dei 4 nanometri, il chip si allontana parecchio dalle classiche GPU dei data center grazie a una struttura definita “memory-centric”.
Il concetto è più semplice di quanto sembri. L’elaborazione dei dati avviene il più vicino possibile alle celle di memoria, e questo cambia molto. Si azzerano i millisecondi di latenza e si riduce in modo drastico lo spostamento fisico dei dati sulla scheda logica, che poi è la vera causa del consumo di batteria nei notebook di oggi. Meno movimento, più autonomia.
A fare la differenza rispetto ai concorrenti c’è la stretta integrazione con la tecnologia PIM, ovvero Processing-In-Memory, un ambito su cui Samsung investe da anni nel settore enterprise. Con questa combinazione, funzioni pesanti come la traduzione vocale simultanea, la generazione di immagini in alta definizione e la gestione di assistenti agentici potranno girare fluide sul computer senza mangiarsi la batteria.
Il vantaggio di controllare tutta la filiera
Fino a oggi le tecnologie PIM non erano mai riuscite a imporsi sul mercato di massa, soprattutto per via di una catena di fornitura troppo frammentata. Qui però Samsung gioca una partita che nessun altro può giocare allo stesso modo. L’azienda progetta il chip, produce le memorie DRAM e possiede le fonderie per stampare i transistor a 4 nanometri. Controlla tutto, dal primo all’ultimo passaggio.
Questa indipendenza totale si traduce in un vantaggio pratico. Significa poter offrire a marchi come Lenovo e HP soluzioni integrate a prezzi sensibilmente più bassi rispetto ai concorrenti puri. E i piani a lungo termine guardano oltre i laptop Galaxy Book. Seul punta anche alla robotica avanzata e alla Physical AI, quindi la visione è ben più ampia della semplice categoria dei portatili. Le specifiche tecniche precise e i dati sui consumi restano coperti dal massimo riserbo. Quello che è certo è che il tavolo dei PC con intelligenza artificiale ha appena guadagnato un nuovo sfidante, e non uno qualsiasi.