Il caldo estremo torna a scoperchiare le fragilità della rete elettrica italiana, e stavolta a farne le spese sono stati i cittadini di Bergamo. Dopo Roma, è toccato al capoluogo lombardo restare senza luce e senza aria condizionata per cinque ore, in piena ondata di calore. Un copione già visto lo scorso anno, quando l’assenza di corrente aveva mandato in tilt il centro e alcune zone vicine. Anche questa volta la scena si è ripetuta quasi identica.
A intervenire è stata E-Distribuzione, che ha schierato 30 tecnici e due generatori da 3MW per tamponare il guasto in serata. L’allarme è rientrato, ma non senza polemiche, soprattutto tra i commercianti. “Per noi sono batoste”, ha ammesso Oscar Fusini dell’Ascom, riassumendo in poche parole la frustrazione di chi ha visto la giornata di lavoro andare in fumo.
Il problema, a monte, è sempre lo stesso. Il picco di domanda causato dalle alte temperature ha messo sotto pressione l’infrastruttura, che chiede a gran voce un ammodernamento. Un piano di riqualificazione da 4,5 milioni di euro esiste già, peccato che i cantieri debbano ancora partire. E-Distribuzione ha spiegato che il guasto è legato proprio al caldo, che “non consente la normale dispersione di calore delle linee interrate”.
Incassi crollati e disagi in città
I numeri raccontano bene cosa significhi un blackout in piena estate. Circa 1.600 persone sono rimaste senza elettricità per parte della mattinata e per tutto il pomeriggio, in alcuni casi fino alle 21. I disagi per residenti e negozianti sono stati evidenti, e anche il traffico è saltato per via dei semafori spenti. C’è chi ha fatto due conti amari: grazie a un evento speciale, ieri si poteva chiudere a 8.000 euro, invece si è arrivati a malapena a 1.300. Aggiungiamo i POS fuori uso, il cibo andato a male e i farmaci che andavano tenuti al fresco. I generatori provvisori hanno rimesso in moto il centro, e oggi i tecnici sono tornati sul posto.
Nel frattempo l’Italia sta vivendo l’ennesima ondata di calore dell’anno. L’ultimo bollettino del Ministero della Salute segnala per oggi 4 città con bollino rosso, destinate a salire a 15 giovedì 16 luglio: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Un quadro che lascia poco spazio all’ottimismo.
La sabbia del Sahara peggiora tutto
A complicare ulteriormente le cose ci si mette la sabbia del Sahara. L’arrivo di una nube di polveri impedirà al suolo di disperdere il calore verso l’atmosfera, rendendo le notti tropicali ancora più soffocanti. Tra giovedì e venerdì l’entroterra sardo potrebbe toccare i 45°C, con la regione in allerta per gli incendi alimentati dalla siccità che ha reso i terreni aridi. Altri focolai si registrano in Campania, Sicilia e Piemonte. E non è solo un problema italiano: a sud di Parigi un enorme incendio è stato domato da 800 pompieri e due Canadair che hanno prelevato l’acqua direttamente dalla Senna.