I nuovi processi produttivi per i semiconduttori Samsung hanno finalmente un volto preciso. Durante il SAFE Forum 2026, andato in scena in Corea del Sud, Samsung Foundry ha tolto ogni dubbio su due tecnologie a 2 nm, un nodo inedito a 1,4 nm e sulla tabella di marcia che accompagnerà la produzione di massa delle sue soluzioni di prossima generazione. Un pacchetto di annunci che dice parecchio sulla direzione presa dall’azienda nel settore dei chip più avanzati.
Vale la pena partire proprio dai 2 nm, il territorio dove Samsung sta già muovendo passi concreti. Oggi questo processo viene sfruttato sull’Exynos 2600, che ha il primato di essere il primo chip costruito con il processo SF2, ovvero la prima generazione a 2 nm della società. Il suo erede, Exynos 2700, previsto sui top di gamma di prossima generazione, poggerà invece sul nodo SF2P, cioè la seconda generazione della stessa tecnologia.
Il salto da SF2 a SF2P non è marginale. A parlarne è stato Shin Jong-shin, Vicepresidente Esecutivo del Design Platform Development Office di Samsung Foundry, secondo cui il nuovo processo porterà frequenze di clock più alte fino al 15% e un’efficienza energetica migliorata del 26%. Numeri interessanti, con una precisazione che aiuta a capire da dove arrivano questi vantaggi. Oltre la metà nasce dall’approccio Design Technology Co-Optimization, che ottimizza in parallelo il progetto del chip e il processo di fabbricazione, lavorando gomito a gomito con i partner di progettazione e con i fornitori di strumenti EDA.
Il nodo a 1,4 nm slitta ma prende forma
Sul fronte del nuovo processo a 1,4 nm, chiamato SF1.4, Shin Jong-shin ha spiegato che lo sviluppo procede senza intoppi. La produzione di massa dei chip basati su questa tecnologia è attesa per il 2029, in linea con le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Non solo. Il dirigente ha lasciato intendere che l’azienda è già impegnata sulla seconda generazione, denominata SF1.4+, con la produzione di massa fissata per il 2030.
C’è un dettaglio che merita attenzione. I piani originari puntavano a portare la prima generazione a 1,4 nm già nel 2027, ma alla fine è stato deciso di rinviare il tutto di due anni. La ragione è semplice, quasi pragmatica. Il nodo da 2 nm risulta ancora poco sfruttato e c’era bisogno di dargli più respiro prima di correre verso il gradino successivo.
Samsung non si è fermata qui. L’azienda ha rivelato di avere in cantiere anche le tecnologie SF2P+ e SF2X, che rappresentano rispettivamente la terza e la quarta generazione dei processi a 2 nm. Il nodo SF2X ha una vocazione ben precisa, essendo stato ingegnerizzato per la produzione di chip pensati per il calcolo ad alte prestazioni. Per entrambe queste varianti l’avvio della produzione di massa è previsto in una finestra compresa tra il 2027 e il 2028.