Samsung e NVIDIA tornano a sedersi allo stesso tavolo, e stavolta a guidare le danze c’è proprio Jensen Huang. Subito dopo aver chiuso i battenti del Computex 2026 di Taipei, il fondatore e amministratore delegato di NVIDIA ha fatto tappa in Corea del Sud per una serie di incontri ai massimi livelli. Tra i nomi più importanti della sua agenda c’era Jun Young-hyun, uno dei CEO di Samsung Electronics nonché responsabile della divisione chip. Sul tavolo, manco a dirlo, l’intelligenza artificiale e i progetti che le due aziende vogliono portare avanti insieme.
Non è un dettaglio da poco, se ci pensiamo. Le due società sono ormai tra i protagonisti assoluti della corsa globale all’AI che ci accompagna ormai da diversi mesi. Da un lato NVIDIA, con le sue GPU che sono diventate praticamente uno standard del settore. Dall’altro Samsung, che resta uno dei più grandi produttori al mondo sia di memoria di archiviazione (la flash NAND) sia di DRAM. Due pezzi grossi, insomma, che hanno tutto l’interesse a remare nella stessa direzione.
Chip AI e guida autonoma al centro del discorso
Il cuore della conversazione tra i due dirigenti ha riguardato soprattutto i futuri chip AI e quelli pensati per i sistemi di guida autonoma. Stiamo parlando di due dei mercati più ricchi e strategici per l’intera industria dei semiconduttori, settori dove ogni scelta produttiva può spostare equilibri enormi. E qui entra in gioco un nome che merita attenzione: il progetto Groq, da non confondere con Grok (la somiglianza, lo ammettiamo, può trarre in inganno).
Groq è una delle iniziative più recenti e avanzate di NVIDIA, e ruota tutta attorno al concetto di inferenza. In parole semplici, è la fase in cui un modello di intelligenza artificiale viene interrogato dall’utente e genera le sue risposte: il momento pratico, quello che vediamo all’opera ogni volta che facciamo una domanda a un chatbot. Presentato all’inizio di quest’anno, Groq promette prestazioni elevate tenendo i consumi entro limiti tutto sommato ragionevoli, che è poi una delle sfide più sentite in questo campo.
Una svolta nella produzione che pesa parecchio
C’è poi un punto che vale la pena sottolineare con forza. NVIDIA aveva già confermato che il processore LP30 Groq verrà prodotto negli stabilimenti Samsung, con le prime consegne attese entro la fine del 2026. E qui si nasconde una notizia tutt’altro che banale, perché fino a oggi NVIDIA si era affidata quasi in esclusiva a TSMC per la produzione dei suoi chip più importanti.
Qualcosa, evidentemente, è cambiato. Le ipotesi sono fondamentalmente due. La prima è che Samsung abbia fatto passi avanti concreti sui propri nodi produttivi, recuperando terreno e diventando finalmente un’alternativa credibile. La seconda, più prosaica, è che TSMC semplicemente non avesse spazio sufficiente per accogliere questa commessa. In ogni caso, vedere il colosso americano guardare altrove per la produzione racconta di un panorama in movimento, dove anche le alleanze che sembravano scolpite nella pietra possono essere riviste. L’incontro tra i vertici delle due aziende sembra quindi voler consolidare un rapporto destinato a crescere nei prossimi mesi, con la produzione dell’LP30 Groq nelle fabbriche Samsung come primo banco di prova concreto di questa collaborazione.