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Chi possiede un vecchio smartphone Galaxy e lo usa ancora per comprare app o temi si troverà presto davanti a un muro, perché Samsung ha deciso di chiudere i rubinetti dei pagamenti su una fetta di dispositivi ormai datati. La modifica riguarda il modo in cui vengono gestiti gli acquisti attraverso i servizi dell’azienda coreana e scatta a partire dal 25 agosto, con effetto immediato su telefoni e tablet che girano ancora su software vecchio di parecchi anni. Nulla di drammatico per la stragrande maggioranza degli utenti, ma per qualcuno il messaggio è chiaro: quel dispositivo tenuto in vita per abitudine o per affetto perde un altro pezzo.
Cosa cambia su Galaxy Store e Galaxy Themes
La revisione delle policy tocca i pagamenti effettuati tramite Galaxy Store e Galaxy Themes, quindi contenuti a pagamento e acquisti in app processati da Samsung Checkout. Tradotto in pratica, alcuni modelli non saranno più in grado di completare una transazione: niente applicazioni acquistate, niente temi, niente contenuti extra. Il dispositivo continua ad accendersi, a telefonare, a navigare, ma la parte commerciale dell’ecosistema Samsung si chiude.
La buona notizia, se così si può chiamare, è che il perimetro è piuttosto ristretto. Sono coinvolti soltanto telefoni e tablet fermi ad Android 5.0 o versioni precedenti. Roba d’epoca, considerando che quella release di Android ha ormai quasi dodici anni sulle spalle. Chi utilizza un Galaxy comprato negli ultimi anni, o anche parecchi anni fa ma aggiornato, non deve preoccuparsi di nulla. La motivazione dietro la scelta riguarda la sicurezza e l’affidabilità dei processi di pagamento, che su sistemi operativi tanto vecchi diventano difficili da garantire.
Come evitare di restare tagliati fuori
Il consiglio che arriva direttamente da Samsung è banale ma sensato: controllare la presenza di aggiornamenti software e installare, dove possibile, la versione più recente di Android disponibile per quel modello. Su dispositivi così datati, però, spesso non c’è più nulla da scaricare, perché il supporto è terminato da tempo. In quel caso l’unica strada per continuare ad acquistare contenuti passa da un dispositivo più recente.
Chi sta valutando il salto trova sul mercato offerte interessanti, a partire dal Galaxy S26 Ultra, il top di gamma che monta un chip Snapdragon e un display AMOLED con funzione di privacy integrata, capace di limitare gli sguardi indiscreti da bordo schermo. Il modello viene proposto su Amazon con uno sconto di circa 185 euro rispetto al listino, pari a un taglio del 15 per cento. Il prezzo pieno resta impegnativo, ma la promozione lo rende decisamente più digeribile.
Cosa succede davvero ai dispositivi coinvolti
Vale la pena ribadire un punto che rischia di generare confusione: le nuove regole non spengono nessun telefono. I vecchi Galaxy interessati dal cambiamento continueranno a funzionare normalmente, con le app già installate e i contenuti già acquistati. Sparisce soltanto la possibilità di completare nuovi acquisti tramite Samsung Checkout, che è cosa ben diversa dal blocco totale del dispositivo.
Il ragionamento dietro la decisione regge: quando un’azienda non può più assicurare che i propri sistemi di pagamento operino in modo sicuro su software non più aggiornato, disattivare quella funzione diventa la scelta meno rischiosa. Di mezzo ci sono dati bancari e informazioni sensibili, un terreno dove il margine di errore è sottile. Non tutti hanno voglia di cambiare telefono solo perché gli anni passano, e la frustrazione di chi si vede sfilare pezzi di funzionalità è comprensibile, ma il contesto qui è quello della sicurezza delle transazioni.










